Masci ricandidato, ora il centrodestra cerca l’alternativa

15 Luglio 2023

Dopo l’arresto di Trisi, spuntano i primi no all’uscente La Lega frena e Forza Italia contesta i piani per la città

PESCARA. Non è più in discesa la strada della ricandidatura del sindaco Carlo Masci (Forza Italia). Il piano ha iniziato a inclinarsi in senso opposto dal 12 giugno scorso: è il giorno dell’arresto di Fabrizio Trisi, ormai ex dirigente ai Lavori pubblici del Comune, protagonista dell’inchiesta “Tana delle tigri” per corruzione, peculato, turbativa d’asta e spaccio di cocaina. Trisi è stato arrestato insieme all’imprenditore Vincenzo De Leonibus e a due presunti spacciatori, Vincenzo Ciarelli e Pino Mauro Marcaurelio. È lo stesso Trisi che, appena due giorni prima dell’arresto, all’atto delle dimissioni per tentare di sfuggire alle conseguenze di un’indagine già trapelata negli ambienti politici, era stato definito così da Masci: «Le dimissioni dell’architetto Trisi sono un gesto nobile che denota un profondo senso di responsabilità e del dovere, oltre alla sensibilità di anteporre l’interesse pubblico a quello personale. A lui rinnovo il mio personale apprezzamento come uomo e come professionista, unito al dispiacere per la sua decisione, che comprendo e rispetto». E ancora: «Auguro a Trisi di superare al più presto e nel migliore dei modi questa fase e di rivederlo al lavoro con quell’impegno e quella competenza che tutti a Palazzo di città gli riconosciamo».
Una dichiarazione troppo sbilanciata a favore del dirigente schierato con Forza Italia – tanto da pubblicare su Facebook anche le foto delle gite per le manifestazioni del partito a Roma – che ora in pochi perdonano a Masci. Dal lunedì dell’arresto, nel centrodestra, più di qualcuno mette in dubbio l’ipotesi di un Masci bis e alza lo sguardo alla ricerca di un’alternativa in vista delle elezioni del 2024. A partire dalla Lega che non ha mai caldeggiato fino in fondo la ricandidatura del sindaco uscente. E la Lega avrebbe anche una eventuale soluzione a portata di mano: potrebbe essere Marcello Antonelli, presidente del consiglio comunale, che nel 2019 aveva fatto un passo indietro per non spaccare l’unità della coalizione.
Poi ci sono i malumori per niente nascosti in Forza Italia, lo stesso partito di Masci: per tre volte nel giro di poco tempo, i consiglieri comunali hanno contestato i piani del sindaco. È successo per il Piano di risanamento acustico in centro, per i lavori in corso Vittorio da rimandare a dopo i saldi e per i cantieri sul lungomare da posticipare a dopo l’estate. E se le contestazioni arrivano dall’interno, questo il ragionamento nelle stanze della politica, potrebbe significare che non c’è più certezza di un Masci bis. Anche se, finora, nessuno è intervenuto pubblicamente per mettere in discussione Masci: la linea è quella del silenzio.
Infine, c’è da considerare le ambizioni di Fratelli d’Italia. I colonnelli del partito intendono presentarsi alle trattative come attori protagonisti forti di un dato elettorale: alle ultime elezioni politiche, FdI è stato il primo partito in città staccando di netto gli alleati di Forza Italia e della Lega. FdI ha superato il 20% (24,9 alla Camera e 22,7 al Senato); Forza Italia è a quota 10 (9,96 Camera e 11,66 Senato); la Lega al di sotto della doppia cifra (7,01 Camera e 9,13 Senato).