Masci: «Tre mesi per vaccinare tutti i pescaresi». Si parte oggi

27 Marzo 2021

Il Palafiere apre con le prime 350 dosi per gli ultraottantenni. L’obiettivo è arrivare a duemila al giorno Previste 12 postazioni, una per le donne incinte. Seccia: sarà un punto di riferimento per la provincia

PESCARA. «In meno di tre mesi tutti i pescaresi saranno vaccinati, se le dosi arriveranno in quantità sufficienti». È la promessa del sindaco Carlo Masci ai cittadini che oggi, dalle 9 alle 13, affolleranno per la prima volta il Palafiere di Fontanelle per la profilassi vaccinale nei giorni in cui i contagi mantengono un profilo basso: ieri 17 a Pescara contro i 10 di giovedì, 66 in provincia, un solo decesso. Oggi pomeriggio, al Pala Becci del porto turistico, invece, proseguirà la somministrazione dei richiami a tutti coloro che sono stati vaccinati dal 19 febbraio scorso.
PRONTI, VIA Dunque, oggi, dopo giorni di preparativi con installazioni colorate, giallo, bianco, rosa e azzurro, e reparti di accettazione e attesa opportunamente separati per consentire il migliore deflusso della folla, entra in attività il polo fieristico di via Tirino con 12 postazioni, e 24 sanitari tra medici e infermieri, tra cui una linea dedicata alla mamme in attesa e un’altra agli audiolesi e alle persone con disabilità. Tutte le fasi dei lavori sono stati seguiti dall’assessore alla Protezione civile, Eugenio Seccia; l’organizzazione della campagna vaccinale è affidata a Rossano Di Luzio, direttore dell’unità operativa Organizzazione e Cure Territoriali mentre il Vax Team è coordinato da Alberto Costantini, direttore della farmacia ospedaliera.
PRIME 350 DOSI Si comincia con le prime 350 dosi Pfizer da inoculare agli ultraottantenni iscritti alla seconda lista con circa 4mila nomi. E sono ipotizzabili 2mila vaccinazioni al giorno, quando la struttura di 40mila metri quadrati, entrerà a pieno regime anche il pomeriggio, da venerdì della prossima settimana. Il Pescara Fiere, finora utilizzato per gli screening di massa (eseguiti 60mila tamponi in tre mesi) diventerà il più grande centro vaccinale cittadino nei prossimi mesi. Dal 1° aprile, infatti, il Pala Becci del porto turistico chiuderà i battenti per essere restituito alle attività della Camera di Commercio. I vaccini sono la priorità per Asl e Comune che da dicembre scorso lavorano in «perfetta sinergia», sintetizza il manager dell’azienda sanitaria Vincenzo Ciamponi, per portare avanti la campagna vaccinale che, entro settembre secondo gli obiettivi della Regione, dovrebbe coprire tutte le fasce della popolazione sull’intero territorio provinciale.
DIVERRANNO 2MILA «Duemila persone vaccinate al giorno, a pieno regime» è l’obiettivo del sindaco Masci, accompagnato dal comandante dei vigili Danilo Palestini, che ieri mattina ha tenuto la prima, di una lunga serie durante la giornata, riunione operativa con i volontari della Protezione civile che ha ringraziato per la dedizione e il sacrificio personale di ognuno. «La struttura che abbiamo organizzato», ha scritto il sindaco sui social, «a regime potrà vaccinare fino a duemila persone al giorno in un arco di otto ore giornaliere. Se arriveranno i vaccini in numero sufficiente, in meno di tre mesi tutti i pescaresi saranno vaccinati. Grazie a tutti i volontari della Protezione civile, al personale della Asl e del Comune, alla polizia municipale, ai medici e a tutti i sanitari, a tutti quelli che sono in prima linea per le attività legate al Covid, al presidente Franco Danelli che ha messo a disposizione il Palafiere». Altre 4 postazioni saranno riservate ai medici di famiglia che prenderanno servizio in via Tirino, dopo le festività pasquali. «Questa struttura», è il commento dell’assessore Seccia, «si candida a diventare il più importante hub territoriale che coinvolgerà tutta la provincia. A motori accesi, valuteremo passo passo il da farsi, non lasceremo nulla al caso, cercheremo di soddisfare tutte le esigenze della popolazione alla quale chiediamo pazienza e collaborazione».
E NIENTE SORPASSI Ai cittadini che lamentano “sorpassi”, secondo loro non autorizzati dalla tabella di marcia, la Asl risponde che «in caso di defezioni da parte di chi ha prenotato la vaccinazione, si procede con i successivi nomi sulla lista e sulle altre categorie pubbliche a rischio» come ad esempio le forze dell’ordine e i volontari della Protezione civile in prima linea contro il Covid, oltre al personale medico e amministrativo. «Il sistema di coinvolgimento del territorio sta funzionando egregiamente», chiude il manager Ciamponi, «grazie anche alla collaborazione dei sindaci di tutta la provincia».