Masci: «Via il mercato etnico Anche la Lega è d’accordo»

Il candidato sindaco assicura: il centrodestra è unito, non ci sono contrasti «Studieremo il modo di trasferire gli ambulanti senegalesi nei mercati rionali»
PESCARA. «Faremo in modo che il mercatino etnico non ci sia più. Studieremo con i tecnici il modo di trasferire gli ambulanti senegalesi nei mercati rionali, perché quella è la vera integrazione». All’indomani dalla conferenza stampa in cui la Lega ha espresso qualche dubbio sulla possibilità di chiudere il mercatino («Dal 27 maggio non potremo smantellarlo perché sono stati spesi 250mila euro, a meno che il futuro sindaco non voglia finire dinanzi alla Corte dei conti»), è intervenuto Carlo Masci per fare chiarezza su questo argomento e per garantire che «il centrodestra è unito e su questo argomento non ha cambiato idea».
Probabilmente, la posizione più prudente del Carroccio è apparsa a qualche maligno come discordante rispetto a quella espressa giorni fa dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia), il quale ha dato per scontato che «il centrodestra, una volta vinte le elezioni comunali, procederà subito alla chiusura del mercatino». Forse per questo ieri i due consiglieri uscenti della Lega, Marcello Antonelli e Vincenzo D’Incecco hanno voluto precisare che «la Lega non prende in giro i cittadini e, quindi, il giorno dopo le elezioni non si potrà chiudere il mercatino fintamente etnico aperto dal centrosinistra nel tunnel ferroviario». «Piuttosto», hanno aggiunto, «sin dal primo giorno, garantiremo controlli serrati e, con gli organi della polizia municipale, assicureremo un presidio al fine di far scattare subito le contestazioni alla prima irregolarità, che siamo certi si ripeterà, creando il presupposto per la revoca delle concessioni». «Inoltre», hanno fatto presente i due esponenti della Lega, «andremo a rifunzionalizzare la struttura su cui, purtroppo, sono stati investiti 250mila euro di soldi pubblici».
Masci, però, è andato oltre confermando, di fatto, la volontà già espressa da Sospiri. «Abbiamo fatto una battaglia politica per l’inserimento degli ambulanti nei mercati rionali», ha ricordato, «invece l’amministrazione Alessandrini ha voluto creare un mercatino fintamente etnico in un tunnel non idoneo. Ora abbiamo tutti come obiettivo, compresa la Lega, di inserire i commercianti senegalesi nei nostri mercati rionali e studieremo il modo con i tecnici perché questo accada. La Lega ha fatto soltanto un discorso tecnico, cioè ha sollevato un problema tecnico che sarà esaminato dai tecnici. Faremo in modo che tutti gli ambulanti italiani e non vadano nei mercati rionali, perché quella è la vera integrazione, il mercatino è solo un ghetto. La Lega questo pensa. Questo è un obiettivo di tutti i partiti del centrodestra». «Faremo in modo», ha concluso, «che il mercatino non ci sia più. Questa non è una situazione diversa da ciò che abbiamo affermato in passato e nel nostro programma c’è scritto questo».
Più duro il commento fatto ieri da Sospiri. «Dinanzi alla Corte dei conti», ha affermato, «la coalizione di centrodestra manderà il sindaco Marco Alessandrini e la sua giunta, che così avranno modo di giustificare i 250mila euro pubblici buttati al vento per ripristinare un mercato fintamente etnico e dell’illegalità. E sarà il centrodestra, compatto, a votare la chiusura immediata di un mercatino inutile, sbagliato e pericoloso. Comprendo le ragioni di prudenza che sicuramente hanno dettato, da parte della Lega, la necessità di moderare i toni. Ma su quella battaglia, sono convinto, non si tornerà indietro e posso rassicurare i pescaresi». «Il centrodestra», ha sottolineato, «sa già come procedere: disporremo la chiusura del mercato, come concordato con tutte le forze politiche della coalizione che sostengono Masci e alla Corte dei conti manderemo a giustificarsi gli amministratori del Pd che hanno sperperato il denaro pubblico».
Infine, sul mercatino è intervenuta anche la candidata sindaco M5S Erika Alessandrini. «Il centrodestra si sta dimostrando impegnato a smentirsi da solo», ha osservato, «quel sottopasso può e deve essere ricondotto all’uso che gli è proprio: il passaggio delle auto. L’integrazione si fa nei mercati rionali».(a.ben.)
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