Masci vuol riprendersi Villa Basile

15 Ottobre 2020

Il sindaco: «Via i cartelli che impediscono l’accesso». E farà ricorso in Cassazione

PESCARA. Finisce in Cassazione il caso del parco di Villa Basile e del vivaio comunale, chiusi dagli eredi del barone Basile dopo una sentenza della Corte d’appello. Il sindaco Carlo Masci ha infatti annunciato la volontà di ricorrere al supremo organo giurisdizionale.
«Gli spazi di Villa Basile in questi giorni sono stati sottratti arbitrariamente alla città», ha detto Masci sottolineando la sua «ferma intenzione» di «contrastare con immediatezza questa iniziativa illegittima di interdire l’accesso alla popolazione, apponendo addirittura sui cancelli dei cartelli riportanti la scritta “Proprietà privata”». Il primo cittadino è intervenuto a chiarire che l’amministrazione comunale «non ha alcuna intenzione di recedere rispetto al possesso dell’area di Villa Basile», donata a suo tempo alla comunità nel 1975 per destinarla a parco pubblico.
E questo nonostante che la Corte d’appello abbia rigettato il ricorso, presentato dal Comune, contro la sentenza di primo grado che aveva dichiarato l’intervenuto acquisto per usucapione a favore dei discendenti del barone Basile.
«Il difensore dell’Ente», spiega Masci, «mi ha comunicato per iscritto che la decisione della Corte d’appello è priva di efficacia esecutiva poiché a tal fine, trattandosi di una sentenza di mero accertamento, non vi è ancora il passaggio in giudicato. Quindi, quei cartelli vanno rimossi immediatamente. Abbiamo nel frattempo già conferito il mandato legale a ricorrere per Cassazione per tutelare i diritti del Comune e siamo fiduciosi che le nostre rivendicazioni vengano accolte dal supremo organo giurisdizionale». Masci ha inoltrato una nota ai vertici dell’amministrazione, all’avvocatura comunale, ai settori ambiente e verde e patrimonio e al comandante della polizia municipale in cui si chiede di «avviare con urgenza tutte le iniziative utili e conseguenti affinché il Comune rientri nel pieno possesso delle aree verdi e del vivaio comunale».