Mascia: «Forza Italia non mi ha voluto come capolista»
PESCARA. «Le delusioni in campagna elettorale sono come i temporali estivi, arrivano e svaniscono in un batter d'occhio». Luigi Albore Mascia fa buon viso a cattivo gioco. Venerdì scorso, alla...
PESCARA. «Le delusioni in campagna elettorale sono come i temporali estivi, arrivano e svaniscono in un batter d'occhio». Luigi Albore Mascia fa buon viso a cattivo gioco. Venerdì scorso, alla vigilia della presentazione delle liste, gli è stato comunicato dal suo partito, Forza Italia, che non sarebbe stato capolista.
Un’altra delusione per Mascia, dopo quella registrata alcune settimane fa, quando da Roma è arrivata la notizia che sarebbe stato Carlo Masci e non lui il candidato sindaco del centrodestra. E nei giorni successivi aveva ricevuto assicurazioni dal suo partito che sarebbe stato almeno il capolista. Invece, nemmeno quello. Forza Italia ha stilato la lista mettendo i nomi in ordine alfabetico e così il numero uno è diventata Stefania Acerbo, che non ha nessuna parentela con il più noto Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista. Mascia è sceso così di un posto, fermandosi al numero due della lista solo grazie al suo secondo cognome, Albore.
Ma l’ex sindaco sembra averla presa sportivamente. «Si riparte con più entusiasmo e forza di prima», dice, «anche se mi sarei aspettato, vedi il caso Maragno a Montesilvano, di essere indicato capolista per Forza Italia. Questo per la mia storia politica, per la lunga appartenenza e per essere stato sindaco sotto le prestigiose insegne di FI. Ma, soprattutto, per il non comune spirito di servizio che penso di aver dimostrato un attimo dopo l' ufficializzazione della candidatura a sindaco dell'amico Carlo Masci».
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