Massarini: «Ho tifato Malika ma i tre ragazzi sono bravi»
INVIATA A SANREMO. Il suo podio ideale era molto diverso da quello decretato nella serata finale. E smessi i panni del giurato Carlo Massarini, uno degli otto componenti della Giuria di esperti...
INVIATA A SANREMO. Il suo podio ideale era molto diverso da quello decretato nella serata finale. E smessi i panni del giurato Carlo Massarini, uno degli otto componenti della Giuria di esperti guidati da Claudio Cecchetto, storico conduttore televisivo con due esperienze al Festival e grande conoscitore di musica, può rompere la consegna del silenzio: «Prima Malika Ayane, con la canzone e l’interpretazione più bella, poi Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi, perché quando si toccano certi temi è facile scadere nel banale o nel ruffiano. Terzi ex aequo Nek, con un brano furbo e ballabile e il pezzo soul di Nina Zilli».
Però ha vinto Il Volo.
«Il Volo fa il bel canto italiano dell’altro secolo, anzi, di due secoli fa, ammodernato, e questo ha pro e contro. Ma se lo senti all’estero capisci che è italiana e, come diceva Cecchetto, il fatto che abbiano vinto Sanremo sarà un veicolo ulteriore di “ribattuta” delle canzoni italiane e di Sanremo all’estero. Chi come me viene da una cultura musicale diversa la trova poco interessante. Però hanno energia, sono bravi nell’ intrecciare armonie, nello scambiarsi le parti soliste. La sorpresa invece è stata vedere che persone uscite dai talent con grossa popolarità, come Lorenzo Fragola, non hanno funzionato. È un grande cambiamento, perché la classifica degli scorsi anni era dominata dai talent, mentre adesso anche se la gente segue un artista, alla fine vota la canzone».
Se la giuria avesse votato in maniera più compatta il risultato sarebbe cambiato?
«Per me quello era il metodo con cui avremmo dovuto operare: trovare uno che pensi valga, portarlo nei primi tre e poi votarlo in modo compatto. Ma non tutti erano d’accordo. E poi comunque il meccanismo non consentiva ai singoli giurati di concentrare i voti ».
Quindi il risultato è giusto?
«È un Festival nazional-popolare, è giusto che vinca chi alla massa piace di più. A volte la canzone è popolare è anche bella, altre volte no».
E la classifica con la posizione di Nek sbagliata?
(ride) «Era talmente evidente che tra Nina Zilli e Nek era più probabile che al nono posto ci fosse lei … ci può essere un errore. Comunque devo dire che non c’è stato un discografico che mi abbia avvicinato per raccomandarmi questo o quell’artista. I tempi sono cambiati».
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