Masso caduto sulla Statale 487, dopo due mesi è ancora lì

CARAMANICO. Il masso caduto a giugno sulla Statale 487, sul territorio di Caramanico e in prossimità della galleria di Sant’Eufemia, è ancora lì. Immobile e circondato da transenne di protezione. E...
CARAMANICO. Il masso caduto a giugno sulla Statale 487, sul territorio di Caramanico e in prossimità della galleria di Sant’Eufemia, è ancora lì. Immobile e circondato da transenne di protezione. E «sta diventando una attrazione turistica» raccontano in paese, «gli automobilisti si fermano e scattano selfie». Chi lo deve rimuovere? Comune o Anas? Interpellati dal Centro entrambi gli enti, l’Anas ha risposto che «è stata inoltrata la richiesta al Comune di provvedere sia alla rimozione del masso che alla messa in sicurezza del versante roccioso». Ma «qualora il Comune, che verrà a breve nuovamente sollecitato da Anas, non dovesse provvedere al ripristino dello stato dei luoghi, provvederà d’ufficio Anas stessa».
Il sindaco Luigi De Acetis, alle prese con la risoluzione di «altri aspetti pratici del paese legati alla responsabilità delle Terme» come ad esempio il blocco degli ascensori che conducono al parcheggio Vallocchia e la fonte del Pisciarello a secco, ha affrontato la «questione sicurezza» in riferimento alla caduta del macigno caduto prepotentemente sulla strada che solo per miracolo non ha provocato incidenti. E ha spiegato che «L’Anas, proprietaria della strada, ha interdetto la zona di caduta fino a definitiva messa in sicurezza della zona» che in effetti è transennata. E «io mi sono subito attivato chiedendo un intervento di somma urgenza al Genio civile che è stato prontamente autorizzato dalla Giunta regionale per un importo massimo concedibile di 200mila euro». Nel frattempo, considerando che «un evento simile era già accaduto nel passato ma da allora, a parti interventi nell’immediato, si è trascurato di intervenire in un’ara ad alto rischio, era stato richiesto dal Comune uno studio geologico completo sull’area che ha rilevato come siano presenti numerosi massi nell’area sovrastante che fortunatamente non sono finiti su strada. Con una nuova progettazione in fase di ultimazione, contiamo di porre finalmente in sicurezza una zona sottovalutata in passato per i rischi».
Anas spiega, inoltre, che «sono in fase di valutazione le attività per il ripristino della rete paramassi danneggiata posta a ridosso della carreggiata stradale. Attività, queste, che però necessitano di una preliminare messa in sicurezza delle aree operative».

