Mastice sulle porte della Asl, scoperto l’autore dei blitz
PESCARA. Lo stavano aspettando. E lui è caduto in pieno nella trappola che la polizia ha organizzato per mettere fine ai suoi attacchi. È stato individuato e denunciato l'uomo che negli ultimi mesi...
PESCARA. Lo stavano aspettando. E lui è caduto in pieno nella trappola che la polizia ha organizzato per mettere fine ai suoi attacchi. È stato individuato e denunciato l'uomo che negli ultimi mesi si è divertito a bloccare con il mastice la porta di ingresso del servizio di Diabetologia dela Asl, e forse non solo quelle. È un 36enne di Pescara, intercettato nottetempo a pochi passi dall'ospedale, durante uno dei suoi blitz.
Dopo gli assalti ripetuti in vari locali la Asl, che sono stati oggetto di segnalazioni e denunce, ha preso il via la caccia all’uomo degli addetti del posto fisso di polizia, diretti dall’ispettore capo Roberto Piserchia. Sono stati loro ad occuparsi delle indagini, mentre gli episodi continuavano, e sono riusciti a chiudere rapidamente il cerchio.
Hanno esaminato con attenzione le immagini riprese dalle telecamere della Asl scoprendo che l'uomo agiva sempre nella stessa fascia oraria, tra mezzanotte e mezza e l'1.30. Arrivava con l'auto, scendeva, illuminava il punto da colpire con il cellulare, applicava il mastice e fuggiva, tutto il pochissimo tempo. Lo ha fatto più volte ai danni del servizio di Diabetologia, nel palazzo che un tempo ospitava il pronto soccorso, ma non è escluso che sia stato lui a mettere a segno scherzi identici in altri edifici, come gli uffici della Commissione per le Patenti di via Pesaro e il Distretto sanitario di base di via Rieti, presi di mira di recente, ma anche all’interno dell’ospedale.
Contando sull’occhio vigile e sempre attivo del sistema di videosorveglianza, gli uomini del posto di polizia hanno chiesto e ottenuto la collaborazione della sala regia e delle guardie giurate che si occupano dei controlli notturni e quando l'uomo è entrato in azione è stato acciuffato. Nel momento stesso in cui le telecamere lo hanno immortalato “in diretta” vicino alla porta della Diabetologia, le guardie giurate hanno raggiunto l’ingresso e segnalato alla squadra volante il numero di targa della sua auto, una Lancia Y.
Lui si è sentito braccato e ha provato a fuggire a piedi, dopodiché ha recuperato il mezzo ed è tornato a casa: lì pensava di essere al sicuro e invece poco dopo gli agenti lo hanno rintracciato e identificato. Si è scoperto anche che poco prima, per cercare di distogliere l'attenzione della polizia, ha composto diverse volte il 113, da più telefoni, nel tentativo di bloccare il centralino, e per questo motivo dovrà rispondere anche di interruzione di pubblico servizio, oltre che di danneggiamento. (f.bu.)
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