«Materiali scadenti e tasse non pagate»

10 Marzo 2017

Il comandante Mora spiega il perché dei prezzi stracciati: nei mercatini i clienti stiano attenti

PESCARA. «Le scarpe di marca in vendita sulle bancarelle dovrebbero destare sospetti tra i clienti». Così dice il comandante provinciale della finanza, il colonnello Francesco Mora lanciando un messaggio al popolo dei compratori, soprattutto a quelli a caccia di offerte. «I prezzi troppo bassi di questi prodotti», spiega Mora, «sono dovuti all’utilizzo di materiali scadenti e all’evasione fiscale. Di fronte a una struttura di vendita non convenzionale, gli acquirenti dovrebbero avere almeno dei dubbi sulla provenienza della merce». È un invito a stare attenti quello della finanza: i materiali scadenti possono provocare irritazioni alla pelle. «Bisogna stare attenti perché l’organizzazione produceva anche capi per bambini», dice Mora.

Ma non sono solo le bancarelle le prime spie del malaffare: secondo la finanza, scarpe Hogan sarebbero finite anche in esercizi commerciali. Con le scatole contraffatte e complice l’aumento di vendite promozionali a prezzi ribassati, ci si potrebbe ritrovare in mano scarpe false anche nei negozi.

Poi, Mora commenta l’inchiesta Bazar, coordinata dalla Dda dell’Aquila con il pm Fabio Picuti e il pm della procura di Pescara Andrea Papalia: 15 indagati e altri 26 denunciati per reati legati alla contraffazione. «È stata sradicata una organizzazione che inquinava l’economia immettendo sul mercato nazionale false griffe che in alcuni casi, abbiamo accertato, sono finite anche in attività commerciali al dettaglio». Un’indagine partita dalle bancarelle del mercatino dell’area di risulta, sgomberato poi nel 2016 dall’amministrazione Alessandrini: «L’indagine è nata nel 2014 quando fu messa in atto una attività di controllo economico del territorio. L’occhio dei nostri uomini è caduto su alcune bancarelle del mercato etnico delle aree di risulta che era diventata area strategica dell’organizzazione. Area di vetrina, ma anche magazzino della merce da piazzare e che era sistemata nelle auto e furgoni parcheggiati nei pressi del mercatino». L’indagine è stata portata avanti attraverso il controllo del territorio, pedinamenti, intercettazioni telefoniche con un alto volume di conversazioni ascoltate e spesso in dialetto senegalese, e che hanno richiesto l’impiego di diversi interpreti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA