Matricciani: «Si torni indietro sulla fusione»

28 Maggio 2024

Appello del presidente del consiglio di Spoltore ai 4 candidati sindaco: solo problemi con la Nuova Pescara

PESCARA. I passaggi chiave sono tre, il primo: «La Nuova Pescara, per come si sta concretizzando, porterà nuove spese, nuova burocrazia, nuovi passaggi amministrativi». Il secondo: «Prevedo che la fusione, gestita in questo modo, porterà a un arretramento generale delle nostre comunità e a un grave rallentamento del loro sviluppo». E il terzo: «Mi auguro che le future amministrazioni, quella appena eletta in Regione e quelle che a breve lo saranno a Montesilvano e Pescara, si facciano portavoce di un ripensamento su questa fusione, da superare ragionando in termini di area metropolitana». Il presidente del consiglio comunale di Spoltore, Lucio Matricciani del Pd, ha scritto una lettera ai 4 candidati sindaco di Pescara, Carlo Masci, Carlo Costantini, Domenico Pettinari e Gianluca Fusilli, ai due di Montesilvano, Ottavio De Martinis e Fabrizio D’Addazio, al presidente della Regione Marco Marsilio e al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Nella lettera, Matricciani fa anche una previsione: «Sono pronto a scommettere che completare la fusione, tenendo conto anche delle scadenze elettorali, non sarà possibile nel 2027 e tutto slitterà al 2029».
Matricciani esordisce così: «Ho il dovere di dare seguito alla volontà popolare, espressa nel referendum del 2014, di unire la città di Spoltore a quelle di Montesilvano e Pescara. È però un mio profondo convincimento che questa fusione non funzionerà e che le comunità di Spoltore e Montesilvano, presto o tardi, torneranno a chiedere di essere indipendenti, come già accaduto per Spoltore dopo l’annessione a Pescara del 1927». E Matricciani va avanti: «Io mi sento pescarese non meno che spoltorese: sono convinto che Pescara debba essere una città turistica, vivibile, salotto del centrosud. Ma non a discapito di Spoltore e Montesilvano. In questi mesi, gli amministratori del capoluogo, di entrambi gli schieramenti, hanno lavorato a quella che credo, anzi sono convinto, sia una forma di annessione destinata a cancellare completamente le identità delle comunità d’origine, sul modello», dice Matricciani, «dell’invasione russa ai danni dell’Ucraina. Pescara non vuole neppure cambiare nome, e diventare come chiesto nel referendum “Nuova Pescara”: un fatto simbolico, certo, ma emblematico del progetto politico che si vuole realizzare». Matricciani entra nel dettaglio delle spese: «L’unione dei primi servizi, in corso, ha già portato i primi problemi e un aumento dei costi. Oggi Imu e Tari a Spoltore sono un terzo di quelle a Pescara, dove si pagano di più persino i passi carrabili: recentemente a Spoltore è stato necessario, per rispettare un obbligo di legge, aumentare la tassazione di questi ultimi del 40%. Ciononostante gli importi sono ancora la metà di quelli di Pescara». E Matricciani chiude: «La fusione sarà utile solo al Comune di Pescara per occupare aree di territorio non urbanizzate di Spoltore e Montesilvano con l’obiettivo di delocalizzare tutte le situazioni critiche della città capoluogo». (p.l.)