Mattarella: Marini esempio da seguire

Da Marsilio a Legnini e a D’Alfonso, Sospiri e tanti altri personaggi non solo politici: tutti i messaggi di addio e cordoglio
La morte di Franco Marini ha generato un fiume di reazioni bipartisan. In tanti gli hanno dedicato un pensiero o un ricordo. A iniziare dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella: «È stato un eminente esponente della Repubblica. Portò le istanze dei lavoratori italiani sino alla più alta carica alla quale venne eletto, quella di presidente del Senato». Unanime il cordoglio espresso dai vertici della classe politica e istituzionale abruzzese, dal governatore Marco Marsilio – «La regione perde una delle sue figure più autorevoli» – al presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri – «Ha rappresentato la voce dell’Abruzzo in un’importante stagione politica» – fino a Giovanni Legnini – «Il nostro Paese e l'Abruzzo gli devono molto» – e Luciano D'Alfonso: «Ha coniugato i poteri dell’Italia e le ambizioni dei territori abruzzesi».
MATTARELLA
«Franco Marini», ha dichiarato Mattarella, «apparteneva alla schiera di quanti hanno saputo trasfondere nelle istituzioni la passione e il valore di aspirazioni autentiche maturate fra la gente. Nella sua vita possiamo leggere l'ansia di riscatto delle popolazioni delle periferie del Paese, il contributo alla modernizzazione dell'Italia nel segno del progresso, la rigorosa testimonianza di chi poneva i principi del cattolicesimo democratico al servizio della crescita, della coesione e della giustizia sociale».
«NON DIMENTICÒ MAI
LE SUE ORIGINI»
«Ha svolto la sua attività di politico e sindacalista raggiungendo i massimi livelli istituzionali ma prestando sempre particolare attenzione alla sua terra d'origine», è il commento di Marsilio. «Dal sindacato ai ruoli di governo, così come di partito, ha fatto sentire la propria presenza autorevole, senza mai negare il confronto e il dialogo», lo ricorda Sospiri. «Il legame con la sua terra ci restituisce il senso di una abruzzesità vera e profonda», è il messaggio dell’assessore Guido Liris. Tra quanti hanno voluto rendergli omaggio c’è anche Guido Bertolaso: «Ci lascia un grande abruzzese».
«UN COMBATTENTE»
«Era un combattente per i diritti dei lavoratori e una personalità politica con un altissimo senso delle istituzioni», è il pensiero che gli rivolge Legnini. «Non dimenticherò mai i suoi consigli e i suoi insegnamenti». «Aveva due coordinate fondamentali», afferma D’Alfonso. «La dottrina sociale della Chiesa e un grandissimo rispetto per il dettato costituzionale e per la funzione nazionale dei partiti».
IL PD: «COME UN PADRE»
«Era stato tra i fondatori del Pd. Se ne va un padre e un maestro», è il messaggio del segretario regionale del Pd Michele Fina. «Ricordo il racconto dei primi anni da sindacalista in Marsica, territorio che attraversava in bici in lungo e largo per raggiungere i luoghi di lavoro e di lotta. Sarebbe stato un grande Presidente della Repubblica». «Per quanti in questi anni sono cresciuti facendo politica e amministrando la cosa pubblica, è stato un interlocutore prezioso e un riferimento importante», dice il capogruppo in consiglio regionale Silvio Paolucci. «Ha guidato con lucidità e visione il percorso dei cattolici democratici», è il pensiero del consigliere regionale Dino Pepe. «Era andato via giovanissimo dalla sua terra amatissima. La sua intelligenza e la sua tenacia lo hanno portato a successi e traguardi incredibili», afferma la deputata Stefania Pezzopane. Un ricordo particolarmente commosso è quello della presidente regionale del partito, Manola Di Pasquale: «Piango l’amico, il compagno di credo politico, la guida morale, l’abruzzese che ha saputo spendere la sua vita per il bene del nostro Paese».
«PUNTO DI RIFERIMENTO
PER I GIOVANI»
«È stato un punto di riferimento per i cattolici democratici in politica», dichiara Camillo D'Alessandro, deputato di Italia viva, «e ha formato tanti giovani ora diventati classe dirigente». «Apprendo con rammarico della morte di Franco Marini, protagonista nella politica e nel sindacato. Da presidente del Senato ha saputo rappresentare in toto il senso delle istituzioni. Punto di riferimento del pensiero cattolico nel Paese, con lui va via un sincero democratico», così Daniela Torto, deputata M5S.
IL CENTRODESTRA
«Lo ricordo come il più abruzzese tra i politici che ho avuto occasione di incontrare, per la tenacia con la quale si è saputo spendere a difesa dei diritti dei lavoratori, della libertà, della democrazia e della giustizia sociale», dice il senatore di Forza Italia Nazario Pagano. «È stato un esempio di determinazione, lealtà, rispetto delle istituzioni», è il commento del coordinatore regionale e deputato della Lega, Luigi D’Eramo. «Mediatore dalla schiena dritta, ha sempre anteposto le ragioni della politica alle sue sorti personali», dice di lui il senatore di Idea-Cambiamo Gaetano Quagliariello. «È stato impegnato nell'Azione cattolica e nelle Acli, e nella Dc ha militato nella stessa corrente di Gronchi, Pastore e Donat Cattin», aggiunge il segretario regionale dell’Udc Enrico Di Giuseppatonio. «L'elezione a presidente della Repubblica avrebbe coronato la sua carriera pubblica», commenta il vice presidente del consiglio regionale Roberto Santangelo. «Non ha mai tradito i suoi ideali», dichiara Paola Pelino di Forza Italia.
LE ALTRE REAZIONI
«L'ultima volta che l'ho sentito al telefono gli avevo promesso che, finita la pandemia sarei andato a trovarlo», racconta il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo. «Chiamava sempre per discutere, era un sincero democratico».
«Lo votai Presidente della Repubblica, in dissenso col mio gruppo parlamentare di Sel. La sua mancata elezione è una macchia vergognosa», dice l'ex parlamentare Gianni Melilla.
«Amava i più bisognosi. Combatté battaglie dure ma le vinse tutte», è il ricordo dell’ex deputata e presidente del Consiglio regionale Anna Nenna D’Antonio. «Il territorio aquilano perde una figura esemplare», scrive infine il prefetto dell'Aquila Cinzia Torraco.

