Mattarella ricorda Marcinelle: «Emblema dei morti sul lavoro»

9 Agosto 2021

Il presidente della Repubblica ricorda i 262 minatori morti, l’Abruzzo celebra le 60 vittime con 3 cerimonie A Manoppello convegno con il sottosegretario all’Economia e il senatore D’Alfonso: non deve più accadere

MANOPPELLO. Nel 65° anniversario della tragedia di Marcinelle e della 20ª Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, è stato il presidente Sergio Mattarella a ricordare il sacrificio del 262 minatori, tra cui 136 italiani che persero la vita. Un messaggio che, in Abruzzo arriva in una giornata di riflessione e dolore.
«Ricorre quest’anno anche il 75° anniversario dalla stipula dell’intesa italo-belga per l'approvvigionamento di carbone all’Italia distrutta dalla guerra. Dalle criticità di tale accordo, e da tragici eventi come quelli che si verificarono al Bois du Cazier, l’Europa ha appreso l'importante lezione di dover porre diritti e tutele al centro del processo di integrazione continentale. Oggi viviamo una nuova fase di ripresa e ripartenza. L’Unione Europea ha saputo trovare in sé energie per aiutare i popoli degli Stati membri nel difficoltoso cammino di uscita dalla pandemia. Gli ambiziosi traguardi che ci siamo prefissati nei piani di rilancio e resilienza non potranno essere raggiunti senza un responsabile sforzo, individuale e collettivo. Quella responsabilità esercitata dai tanti lavoratori italiani che hanno percorso le vie del mondo. Il mio pensiero più rispettoso e la vicinanza della Repubblica vanno oggi innanzitutto ai familiari di quanti hanno perso la vita sul luogo di lavoro, emblematicamente rappresentati dai parenti delle vittime di Marcinelle».
E la giornata del ricordo è stata celebrata con il susseguirsi di tre cerimonie nei centri abruzzesi più colpiti dalla sciagura mineraria dell'8 agosto 1956 (60 le vittime abruzzesi), davanti ai monumenti delle piazze di Manoppello (32 vittime), Lettomanoppello (9) e Turrivalignani (11), presieduto dai rispettivi sindaci Giorgio De Luca, Simone D'Alfonso e Gianni Placido. A Manoppello, alle 8 di ieri mattina, dopo il discorso del sindaco De Luca, c’è stata la declamazione dei nomi, dei nomi dei 262 minatori morti, rappresentati da 262 stellette incise sulla lapide marmorea. Alle 10, a Lettomanoppello, con una rappresentanza di alpini, sono state ricordate le 30 “Penne nere” vittime della tragedia. Con il sindaco di Serramonacesca Franco Marinelli è stato presente anche Gabriele Sacco che perse il fratello Antonio, il più giovane dei minatori deceduti. Ultima tappa a Turrivalignani . Nel pomeriggio, alla Casa del Pellegrino del Volto Santo si è svolto poi il convegno: “Raccontare Marcinelle fra passato e futuro” dove sono intervenuti, fra gli altri, la sottosegretaria al Mef Alessandra Sartore, il senatore Luciano D’Alfonso, i segretari regionali di Cgil, Cisl , Uil e Ugl e, in collegamento, il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, alla presenza del prefetto Giancarlo Di Vincenzo, del questore Luigi Liguori e del colonnello dei carabinieri Gaetano La Rocca. «Oggi a Manoppello», ha dichiarato il senatore D’Alfonso, presidente della Commissione Finanze e Tesoro al Senato, «ci troviamo a ragionare laicamente sui fatti accaduti e su ciò che non deve più accadere, con la sottosegretaria al Mef, con i sindaci della zona abruzzese più martoriata dal dolore del 1956 e con numerosi sindacalisti e soprattutto con i famigliari delle vittime di Marcinelle, per non dimenticare e per tesaurizzare le ragioni di una esigente cultura della sicurezza del lavoro. L’8 agosto 1956 tanti persero la vita, ma ci fu una sola condanna, validata dai Tribunali competenti del tempo, a sei mesi e con la condizionale, a riprova di una totale incapacità a dare valore ai fatti e soprattutto alla dignità della vita umana. L’Europa deve precisare i diritti e i doveri della nuova cittadinanza europea».