Mattoscio perde la partita dell’Isia: non è più al vertice

Il ministro Messa nomina il nuovo presidente della scuola Ma restano intatti tutti i collegamenti con la Fondazione
PESCARA. Fino a 48 ore fa è stato al vertice dell’Isia. Ma Nicola Mattoscio ha perso uno dei suoi incarichi prestigiosi.
Il presidente di lungo corso della Fondazione Pescarabruzzo dice addio alla poltrona più importante della scuola pescarese di alta formazione per il designer, dove pubblico e privato si incrociano. Era una partita a tre, data per scontata, ma a vincerla è stato Luciano Carullo. E Mattoscio, dopo due mandati triennali, cominciati nel 2015, deve lasciargli il posto. Ma come nasce l’Isia, dov’è la sua sede, chi la amministra, chi ci lavora? E, soprattutto, quali legami ha con Pescarabruzzo e la società controllata Gestioni culturali?
È una ragnatela dove nomi e incarichi si incrociano con una incredibile naturalezza. Ma andiamo con ordine partendo dall’ultimo atto che ha tolto a Mattoscio, da 25 anni a capo di Pescarabruzzo, la presidenza del’Isia.
Alle 17,49 in punto di venerdì il ministro dell’Università e la Ricerca, Maria Cristina Messa, firma il decreto con cui nomina Carullo presidente dell’Istituto superiore per le industrie artistiche di Pescara, un’istituzione statale di cui Mattoscio è stato presidente fino a due giorni fa. Facciamo però un passo indietro.
L’Isia a Pescara nasce nel 2009 come corso decentrato dell’Isia di Roma su iniziativa di Pescarabruzzo. È una costola di provincia che però, sei anni dopo, nel 2015, ottiene il riconoscimento dal ministero diventando il quinto Isia nazionale. La Fondazione di Mattoscio consolida quindi il proprio ruolo in sinergia con l’istituzione statale. Un ruolo che diventa di fatto dominante in tutte le scelte partendo da quella della sede.
La scuola di alta formazione si trova in una palazzina in stile Liberty in fondo a destra di via Cesare Battisti a Pescara. L’immobile, come risulta nei bilanci della Fondazione Pescarabruzzo, viene acquistato quattro anni fa da quest’ultima attraverso la società controllata al 100% Gestioni culturali.
L’ente che cede il villino è la Provincia di Pescara e l’atto di compravendita è datato 27 dicembre del 2018. Entriamo così in quell’intreccio di fili sottili, comunemente chiamati ragnatela. Il 4 agosto del 2020, la srl che si occupa delle attività immobiliari di Pescarabruzzo firma un contratto di locazione per la palazzina di via Battisti. L’affittuario è l’Isia e il canone è di 45mila euro l’anno.
A firmare il contratto di locazione sono la società Gestioni culturali, attraverso il suo amministratore unico, Luciano Carullo, e il legale rappresentante dell’Istituto Superiore per le industrie artistiche, Nicola Mattoscio che, come sappiamo, è il presidente della Fondazione, la stessa che ha incaricato la srl controllata, Gestioni culturali, ad acquistare l’immobile che accoglie un’istituzione accademica di cui, da poche ore, è al vertice la persona che ne ha curato sia l’acquisto sia la locazione.
Più che un rompicapo è un cerchio che si chiude anche se di fatto non c’è nulla di illegale. Ma andiamo avanti tracciando meglio i fili che collegano Pescarabruzzo e Gestioni culturali con l’Isia partendo da quest’ultima dove, sul ponte di comando, al neo presidente Carullo, che oltre a Gestioni culturali vanta anche un incarico nel Comitato di indirizzo di Pescarabruzzo, e all’ex presidente Mattoscio, che resta saldamente a capo della Fondazione, c’è la direttrice Donatella Furia, che presiede anche il Collegio dei revisori dei conti di Pescarabruzzo.
Ma altri collegamenti e nomi si ripetono. Nel Consiglio accademico dell’Isia ritroviamo la Furia affiancata al professor Alessandro Crociata e alla professoressa Emanuela D’Arielli, entrambi anche nel consiglio d’amministrazione della Fondazione. E se passiamo ai membri del Nucleo di valutazione dell’Isia, spunta ancora la consigliere di Pescarabruzzo D’Arielli che, in questo caso, è affiancata da Alesssandro Germano e Roberto D’Ambrosio, legati alla Fondazione. Il mosaico dei collegamenti tra Isia e Pescarabruzzo, che non hanno nulla di illecito seppure sia interessante ricostruire, si completa con nomi di docenti a contratto: professori che la scuola d’alta formazione di origine statale, cioè pubblica, può vantare.
Tra questi c’è Alessandra De Nicola, sociologa e antropologa della comunicazione, storica della Brigata Maiella, la cui fondazione è presieduta da Mattoscio; e ancora Crociata e D’Arielli. E infine Mara Mattoscio, docente di lingua inglese e figlia del presidente di lungo corso che, 48 ore fa, ha dovuto lasciare il posto al vertice dell’Isia a Carullo, altra pedina importante nella tela di Pescarabruzzo.
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