Maturità per tremila studenti I presidi: «Siate autentici e veri»

Torna tutto alla normalità, come prima della pandemia. Cappello: non esistono prove impossibili Sanvitale: fate emergere tutto ciò che sapete. Di Michele: la personalità conta come le conoscenze
PESCARA. Un messaggio di incoraggiamento, per gli esami e non solo per quelli. Lo lanciano alcuni presidi delle scuole superiori che si rivolgono ai maturandi, impegnati da domani negli esami di Stato, i primi all’insegna della normalità dopo la pandemia. La fase di preparazione è cominciata ieri, con l’insediamento delle commissioni, mentre domani ci sarà la prima prova, per 3.020 studenti, nel Pescarese. Il preside del liceo scientifico Galilei, Carlo Cappello, ha voluto salutare di persona tutte le quinte classi, prima della fine delle lezioni (oltre a promuovere una cerimonia di saluto ai maturandi, insieme alle altre classi), per incoraggiare gli studenti. «La prova di maturità non è nulla di trascendentale», ha detto loro, «è la conclusione di un percorso, e se qualcuno non dovesse essere soddisfatto, magari per il voto, ci può stare. È un momento, una tappa, avranno tempo e modo per riscattarsi e per ottenere altri risultati», già all’università. «Al colloquio, poi, verranno fuori le competenze di ognuno», ha aggiunto Cappello con fare tranquillizzante perché «non esistono esami impossibili».
«Ad maiora». Questo dice agli studenti del liceo classico la preside Antonella Sanvitale. E poi: «Siate voi stessi fino in fondo, esprimete tutto quello che siete e tutto ciò che sapete. È arrivato il momento di evidenziare tutto ciò che hanno appreso durante il percorso di studi». E le commissioni? «Hanno il compito di mettere i ragazzi nelle condizioni di far emergere, di evidenziare, quanto hanno fatto in questi 5 anni, le loro competenze».
Punta in particolare l’accento sul colloquio il dirigente scolastico del Tito Acerbo, Carlo Di Michele, che definisce l’esame di Stato «un banco di prova per i ragazzi, il punto riassuntivo di 5 anni di studio, per avere il riconoscimento di questo periodo di studio. E proprio il colloquio è un’occasione, non tanto per una interrogazione, ma per far emergere il livello delle conoscenze e la personalità, la capacità di orientarsi, che sono altrettanto importanti. Quest’anno, poi, si torna all’esame con i commissari esterni, quindi con insegnanti che gli studenti non conoscono. A tutti dico di essere se stessi, autentici, veri: è la cosa più importante». «È l’ultima tranche della formazione liceale, per cui chiedo ai ragazzi di impegnarsi, e il mio augurio è di avere soddisfazione dai risultati scolastici e per gli studi futuri, per l’attività professionale. Un po’ di paura? Chi ha studiato non ha nulla da temere». Sono le parole di Raffaella Cocco, preside del liceo artistico musicale coreutico Misticoni Bellisario che si rivolge anche agli insegnanti chiedendo di «svolgere il proprio lavoro con professionalità, trovando soddisfazione in queste giornate conclusive di 5 anni con i ragazzi. E per i docenti sono anche una forma di confronto con le altre scuole».
Alla vigilia degli esami, dalla Cisl scuola, arrivano le sollecitazioni del segretario regionale Abruzzo Molise Davide Desiati che segnala, per il prossimo anno scolastico, una riduzione di 282 alunni, in tutta provincia, «il che mette a rischio in particolare le scuole dei piccoli comuni», mentre il corpo docente rimarrà pressoché invariato. «Resta però la carenza di personale Ata, in particolare per le segreterie. E mancano i direttori amministrativi: una scuola su 4 ne è priva, proprio nel momento in cui le scuole possono accedere ai fondi del Pnrr».

