Maxi debito, via allo scaricabarile

14 Giugno 2015

San Giovanni, l’ex sindaco accusa i predecessori per i 744mila euro dovuti allo Stato

SAN GIOVANNI TEATINO. Il maxi debito del Comune di San Giovanni Teatino verso lo Stato, una mazzata da 744mila euro, diventa il pomo della discordia tra maggioranza, opposizione, sindaco in carica ed ex primo cittadino. Un tutto contro tutti sul fronte politico scatenato dal conto presentato nei giorni scorsi dal ministero dell’Interno per i soldi percepiti indebitamente dall’Ente fino al 2009 per dipendenti trasferiti in mobilità dalle ferrovie all’amministrazione municipale. Costretto adesso a fare i conti con il risarcimento a rate di 151mila euro direttamente trattenute a Roma dai già magri trasferimenti erariali, che così dimagriscono ulteriormente da 264mila a 113mila euro, il sindaco Luciano Marinucci a capo del Comune dal 2011 ha accusato l’ex amministrazione guidata da Verino Caldarelli di aver generato il debito, con una gestione «allegra e approssimativa». Non si è fatta attendere la replica infuocata dell’ex sindaco, che a sua volta tira in ballo i predecessori Carlo Costantini e Vincenzo Iarussi: «Complimenti a Marinucci. La sua ultima esilarante gaffe, le dichiarazioni sulle responsabilità conseguenti al pasticcio sul personale in mobilità, all’epoca assunto dal Comune. Nell’affanno di attribuire la responsabilità a tutti dimentica, il nostro confuso sindaco, che gli unici artefici di tale clamoroso autogol furono proprio i suoi sodali, gli ex sindaci, Iarussi e Costantini, con l’assist del loro responsabile del personale».

Caldarelli difende l’operato della sua amministrazione: «La verità è che provvedemmo correttamente, subito dopo l'interruzione dell'ultimo rapporto di lavoro in questione (nel 2008) e dopo aver scoperto tale ennesima stupidaggine amministrativa, a rimediare attraverso la formalizzazione delle dichiarazioni omesse e l’opportuna rateizzazione del debito accumulato. Del resto, se solo per un attimo si fosse spogliato dell’abito di vassallo dei suoi amici predecessori, Marinucci avrebbe capito che la matematica e il calendario non sono un’opinione, e che nel periodo in cui tale autorete prendeva origine (1994, 1996 e 1999) chi amministrava San Giovanni Teatino non si chiamava Verino, ma Vincenzo e Carlo. Peccato che Marinucci sia un comico che non fa ridere. Spettabile Corte dei Conti, benvenuta a San Giovanni Teatino!».

Gabriella Di Lorito

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