«Maxi processo a Putin? Sì, ma servirebbero anni»

8 Aprile 2022

Acconciamessa (Corte europea dei diritti): «Tre organi indagano sulla Russia» Cosa rischia lo zar per la guerra in Ucraina: «L’ergastolo e mega risarcimenti»

Il presidente russo Vladimir Putin può essere processato per l’aggressione all’Ucraina? Quali sono gli organi internazionali che stanno indagando? E quale sarebbe la pena prevista? Domande che sorgono spontanee dopo aver visto i massacri compiuti sulla popolazione civile in Ucraina. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Acconciamessa, 27 anni, originario di Loreto Aprutino (in provincia di Pescara), esperto di diritto internazionale e assistente giurista alla Corte europea dei diritti dell’uomo: un organo giurisdizionale che vigila sul rispetto delle libertà e dei diritti fondamentali degli esseri umani da parte degli Stati che vi aderiscono (sono 46). È una delle istituzioni che si stanno muovendo giuridicamente contro Putin e la Russia.
Il presidente Putin può essere processato per la guerra in Ucraina?
«Tecnicamente si, ma la questione è complessa. Se ne stanno occupando diversi organi: il primo è la Corte penale internazionale (un organo giuridico indipendente parzialmente legato all’Onu) che si occupa dei crimini internazionali commessi dai singoli individui. La Corte ha avviato le sue indagini e, qualora accertasse che in Ucraina siano stati commessi crimini di guerra e crimini contro l’umanità, può mandare a processo i responsabili: parliamo sia dei comandanti militari che di Putin stesso».
Quali sono gli ostacoli?
«Anzitutto i tempi. Vi faccio un esempio: in occasione dell’invasione russa nella regione della Crimea, nel 2014, la Corte penale internazionale ha impiegato 6 anni per chiudere l’esame preliminare, che precede le indagini. In più, per avviare il processo alla Corte penale internazionale, è necessario che l’ imputato sia arrestato e portato all’Aia (sede della Corte, ndr). Portare fisicamente queste persone davanti a un giudice internazionale e poi condannarle è un meccanismo lento e impacciato. Molto dipenderà anche dall’esito della guerra e da quanto la Russia sarà disposta a collaborare».
Di cosa potrebbe essere imputato Putin e cosa rischia se le accuse fossero accertate?
«Di norma, la pena massima contemplata dalla Corte penale internazionale è 30 anni di carcere. Ma in casi di “estrema gravità” (come, probabilmente, questo) si può arrivare anche all’ergastolo, se le condotte degli individui sono ritenute particolarmente brutali. E per ora molti indizi ci dicono che in Ucraina sono stati commessi crimini internazionali, che poi dovranno essere provati in giudizio. Il crimine di aggressione da parte di Putin verso l’Ucraina è palese, ma la Corte non ha giurisdizione su questo; ci sono i margini, invece, per l’accusa di crimini di guerra e contro l’umanità, mentre non c’è nessuna prova che la Russia stia commettendo un genocidio (che richiede l’intenzione di distruggere un gruppo etnico sulla base delle sue caratteristiche). Per il momento non ci sono elementi per questa accusa».
Cosa intendiamo per crimini di guerra?
«Parliamo di gravi violazioni del diritto umanitario, che regola ogni conflitto armato e vieta, ad esempio, attacchi contro civili, ospedali e scuole, oltre al l’utilizzo di bombe a grappolo e al fosforo e armi chimiche in generale. Persino affamare la popolazione civile con un assedio può costituire un crimine di guerra».
Ci sono anche altri organi che stanno indagando sui crimini della Russia in Ucraina?
«C’è la Corte europea dei diritti umani, l’organo per cui lavoro e sono obbligato a ribadire che ogni cosa che dico in questa intervista è un mio parere personale e non rispecchia la posizione della Corte. Questo organo è legato al Consiglio d’Europa, un’istituzione che racchiude 46 Paesi ma è indipendente rispetto all’Unione Europea: la Russia ne faceva parte ma di fatto è già stata espulsa. La Corte europea valuterà se la Russia ha violato diversi diritti fondamentali in Ucraina. In quel caso, la pena potrebbe essere un risarcimento economico, ma la Russia (essendo uscita dal Consiglio d’Europa) è poco probabile che accetti di sottoporsi a queste sanzioni. Ma c’è anche la Corte internazionale di giustizia (legata all’Organizzazione Nazioni Unite), dove però il processo è più complesso: la Russia aveva già accusato l’Ucraina di genocidio verso le minoranze della regione del Donbass, l’Ucraina ha chiesto alla Corte un accertamento su questo tema, specificando che non c’è stato un genocidio e che Putin ha invece ingiustamente aggredito l’Ucraina. In più, l’Ucraina chiede il risarcimento di tutti i danni causati a persone e cose in ragione della violazione russa. Ma anche in questi due casi per arrivare a fine processo ci vorranno anni».