Maxi schermi con robot per i tumori a colon e retto

3 Aprile 2019

Oggi i primi interventi nel dipartimento di Chirurgia. Davanti ai monitor medici e specializzandi da tutta Italia. Il primario Basti: «Per i pazienti dimissioni rapide»

PESCARA. Maxischermi e tecnologia tridimensionale in sala operatoria per intervenire chirurgicamente sui tumori del colon-retto e pancreas.
L'ospedale di Pescara diventa sempre di più, secondo i vertici Asl, un «concentrato di tecnologie» con l'uso di strumentazioni robotiche e laparoscopiche che presentano un«vantaggio visivo per gli operatori e una maggiore precisione per ilpaziente». E sempre di più un «distretto formativo» per nuovi specializzandi, anche se la formazione è diretta anche al personale con esperienza.
L’ultima novità altamente all’avanguardia è la “Tecnologia visiva in 3D4k”, presentata ieri alla direzione generale della Asl dal direttore amministrativo Paolo Zappalà, sarà sperimentata oggi e domani nell’Unità operativa complessa (Uoc) di Chirurgia generale e di Urgenza (sala ovest e sud, terzo piano, 42 posti letto, 15 chirurghi, 22 infermieri) diretta da Massimo Basti.
All’incontro erano presenti anche Valterio Fortunato, direttore sanitario di presidio (ospedali Pescara, Penne e Popoli) e Stefano Boccabella, direttore dell'Unità operativa complessa (Uoc) integrazione ospedale e territorio.
Gli interventi su pazienti (reali), affetti da patologie tumorali del pancreas o del colon retto, si svolgeranno nel pomeriggio di oggi e domani in una delle 5 sale operatorie (14 nell’intero presidio) dell’Uoc di Chirurgia allestita con televisori a schermi giganti con sistema tridimensionale, i cui costi si aggirano intorno ai 200mila euro.
Sui maxischermi scorreranno le immagini di ogni dettaglio delle operazioni chirurgiche visibili anche a distanza dal personale che assisterà, oltre ai chirurghi del dipartimento anche 5 specializzandi provenienti da Chieti (3), Brescia (1) e L’Aquila (1), frutto di convenzioni tra l’azienda sanitaria pescarese e le altre Asl di riferimento e direttori di strutture complesse provenienti da altri ospedali italiani. Nella parte teorica saranno presentati i casi clinici e le nuove tecnologie, nella parte pratica i corsisti seguiranno “live” ogni fase degli interventi. Iniziative che fanno diventare l’ospedale un «distretto formativo di eccellenza» ha esultato Basti, dal 2015 a capo dell’unità operativa di Chirurgia che nel 2018 ha ricoverato 2500 pazienti e 578 nei primi tre mesi dell’anno.
Il primario ha illustrato il progetto con molto entusiasmo: «La chirurgia mini invasiva, cosiddetta laparoscopica, ha preso il sopravvento sulla chirurgia laparotomica standard attraverso l’utilizzo di tecnologie su colonne laparoscopiche in alta definizione e con tecnologia 3DHD all’avanguardia nel panorama regionale e nazionale». «Dalla fine del 2015», ha proseguito il direttore dipartimentale, «con l’arrivo del sistema robotico Da Vinci XI è stato fatto un ulteriore salto in avanti verso la chirurgia a interfaccia robotica che rappresenta la nuova frontiera per lo sviluppo tecnologico nella chirurgia futuristica. Il nostro obiettivo sarà quello di creare per il paziente un percorso diagnostico terapeutico che arrivi presto agli esiti».
A tal fine, la Asl ha lanciato il protocollo Eras “Enhanced Recovery After Surger” già in uso a 52 divisioni italiane e realizzato in collaborazione con anestesisti, chirurghi, nutrizionisti e psicologi, che si pone l’obiettivo di «garantire, dopo l'intervento, un recupero ottimale e un ritorno precoce (anche soli 5 giorni di ricovero) e sicuro alle attività quotidiane». Un risparmio di energie per il paziente e di costi per l’ospedale, considerato che il ricovero di ogni paziente si aggira sui 1500 euro al giorno. La Asl metterà online anche i consensi informati che i pazienti potranno visionare prima del ricovero.
Zappalà ci ha tenuto a sottolineare che «abbiamo raggiunto un livello altissimo umano e di competenze malgrado le difficoltà economiche» degli ultimi anni superate brillantemente se «la Asl nel 2018 ha chiuso in pareggio, mentre nel 2015 era sotto di 30 milioni».