Maxi sgombero a Villa Falini: in 17 allontanati e denunciati

Blitz di carabinieri e vigili, in 4 riescono a fuggire. Murati gli accessi. Nelle stanze trovati escrementi e bici di dubbia provenienza. De Martinis: «Realizzeremo una grande casa di riposo per 120 anziani»
MONTESILVANO. Una ventina di senzatetto extracomunitari avevano occupato Villa Falini, la struttura di corso Umberto di proprietà del Comune e da anni inutilizzata, trasformandola in un luogo insalubre e pieno di rifiuti. Ieri mattina un blitz delle forze dell’ordine ha liberato l’edificio che per il momento è stato murato in attesa di una riqualificazione che potrebbe essere sempre più vicina grazie a una variante al Piano regolatore e alla collaborazione con i privati. L’idea dell’amministrazione è quella di realizzare una grande casa di riposo in grado di ospitare fino a 120 anziani. LO SGOMBERO Dopo un primo intervento effettuato lo scorso mese di marzo, in pieno lockdown, dalla polizia municipale, ieri mattina le forze dell’ordine sono tornate nella struttura comunale per effettuare lo sgombero degli occupanti abusivi. A partecipare al blitz la polizia locale e i carabinieri di Montesilvano, che hanno identificato e denunciato per occupazione abusiva di edificio pubblico sedici uomini e una donna senza fissa dimora, di varie nazionalità (senegalese, gambiana, marocchina e russa). All’arrivo dei militari, invece, quattro uomini si sono dati alla fuga.
All’interno della struttura è stata riscontrata la totale mancanza di condizioni igienico-sanitarie dal momento che, nelle varie stanze occupate, sono stati rinvenuti cibo scaduto, fornelli da campeggio che avevano pericolosamente annerito le pareti interne dell’edificio, vari bivacchi, escrementi e numerose biciclette di dubbia provenienza.
Dopo aver sgomberato l’edificio, gli accessi della struttura sono stati murati per evitare una nuova occupazione. Soddisfazione è stata espressa dal consigliere comunale con delega alla sicurezza Marco Forconi. «Avevamo avuto segnalazioni riguardo a delle intrusioni nei mesi scorsi, ma a causa dell’emergenza sanitaria purtroppo non siamo riusciti a intervenire prima», ha detto. «Alle forze dell’ordine si è presentata una scena raccapricciante e odori nauseabondi».
LA STORIA La villa, che sorge nella zona di Villa Verrocchio, appartenne a Fulvio Falini fino alla sua morte, nell'aprile 1995, quando per sua espressa volontà passò nelle mani del Comune di Montesilvano. Nel testamento, datato 1987, Falini specificò che l'amministrazione comunale avrebbe dovuto utilizzare la struttura come «piccola residenza di vita per anziani», dedicata alla sua «diletta e defunta moglie Emma Vannucci Falini».
Nel 2008 i beni vennero trasferiti all'omonima fondazione attraverso un atto che, non avendo la fondazione alcuna personalità giuridica, risultò nullo. Il Comune avviò, quindi, la procedura per riassegnare Villa Falini all’Azienda speciale con il compito di ristrutturarla e donarle una nuova vita. A causa di problemi burocratici e urbanistici, tuttavia, finora la struttura è rimasta abbandonata e preda di vandali e senzatetto.
LA RIQUALIFICAZIONE. «Nel corso degli anni le varie amministrazioni che ci hanno preceduto non sono mai riuscite a risolvere i vincoli tecnici per poter riqualificare definitivamente Villa Falini Vannucci», ricorda il sindaco Ottavio De Martinis. «Con l’Azienda Speciale e i nostri uffici comunali abbiamo iniziato da mesi delle azioni concrete per sbloccare la situazione e con una variante al Piano regolatore renderemo la struttura agibile per la sua destinazione finale e sicuramente più appetibile per i privati, con i quali il Comune vuole avviare un project financing».
IL PROGETTO L’idea dell’amministrazione ruota intorno a uno studio di fattibilità, approvato sia dall’Azienda Speciale sia dalla giunta Maragno nel 2016, che mette a confronto l’ipotesi di riqualificare l’esistente e riattivare la casa di riposo da 20 posti letto (con una spesa di circa 1,8 milioni di euro), con quella di realizzare ex novo una struttura capace di ospitare fino a 120 anziani, di cui 20 autosufficienti, 70 non autosufficienti, e 30 posti riservati in regime semiresidenziale. Il tutto attraverso la demolizione del complesso residenziale - che oggi conta 3 edifici, per una superficie complessiva di 540 metri quadrati – e la costruzione di una nuova struttura da 3.800 metri quadrati, per una spesa stimata in circa 8,6 milioni di euro.
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