Maxi traffico di cocaina Sette arresti e un latitante

27 Giugno 2015

Ricercato costruttore aquilano, gli sequestrano Lamborghini e yacht

TERAMO. E’ un’associazione tra italiani e albanesi pronta a gestire chili di cocaina per rifornire il mercato della Teramo bene e della costa, anche pescarese, quella che la procura distrettuale antimafia dell’Aquila mette a nudo dopo un anno di indagini partite da una maxi evasione fiscale. Dodici mesi di intercettazioni ambientali, telefoniche e mappature con gps consentono agli investigatori di ricostruire vari spostamenti di corrieri su auto di grossa cilindrata per l’accusa messe a disposizione da W.D.A., 43 anni, imprenditore edile dell’Aquila, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari ma fino a ieri irreperibile (dell’uomo non citiamo le generalità su richiesta degli inquirenti che lo stanno ancora cercando).

A lui gli investigatori sequestrano una Lamborghini Gallardo e uno yacht. Con l’uomo sotto accusa altre sette persone di cui tre in carcere e quattro ai domiciliari. Si tratta dei fratelli albanesi Arjian e David Gjini, di 28 e 23 anni, entrambi residenti a Teramo e fino a poco tempo occupati nella gestione di un’attività di autolavaggio, di Adrian George Mare, 30 anni, albanese residente a Teramo,(tutti in carcere) di Paola Marino, 32 anni, residente a Teramo, di Joana Laura Mare, romena di 29 anni, residente a Teramo, dei fratelli Edrin e David Brahimaj, albanesi, entrambi di 38 anni, residenti tra Milano e Varese(tutti ai domiciliari). Complessivamente, tra arrestati e denunciati, 21 nomi che – nella ricostruzione del pm della distrettuale David Mancini che ha chiesto ed ottenuto le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Romano Gargarella – si muovono tra Teramo, Pescara e Milano movimentando ingenti quantitativi di cocaina, ma anche di marijuana. A tenere le fila i due fratelli albanesi Gjini e l’imprenditore che, per gli investigatori, mette a disposizione non solo le auto di grossa cilindrata per i trasporti della droga ma fa anche assunzioni fittizie nelle proprie imprese per regolarizzare la presenza in Italia dei corrieri albanesi. Così scrive il pm Mancini nella richiesta: «Gjini Arjan in qualità di promotore, organizzatore, insieme al fratello David in qualità di referente principale del primo e addetto alla gestione delle cessioni degli stupefacenti nell’are di Teramo, Mare George Adrian in qualità di addetto alle cessioni lungo il litorale teramano e pescarese», mentre W.D.A. «in qualità di finanziatore, fornitore dei mezzi utilizzati per il trasporto della sostanza, di partecipe in quanto in grado di fornire apporto logistico e un’apparenza di lavoro subordinato regolare in favore dei sodali, fittiziamente impiegati presso società a lui riconducibili». L’imprenditore, prima ancora che sotto accusa per traffico di droga, era finito nel mirino della guardia di finanza dell’Aquila che gli contesta false operazioni ed evasioni fiscali di circa un milione . Ed in questo contesto, con la formula del sequestro per equivalente, sono stati sequestrati venti immobili, la Lamborghini più altre vetture e la barca che risulta ormeggiata all’estero.

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