Mazzocca: pochi investimenti sulla rete elettrica

18 Gennaio 2017

L'AQUILA. E' vero che fenomeni di maltempo come quelli che stanno colpendo l'Abruzzo (nel contesto nazionale) sono «sempre meno eccezionali e sempre più la normalità», come ripete da tempo il...

L'AQUILA. E' vero che fenomeni di maltempo come quelli che stanno colpendo l'Abruzzo (nel contesto nazionale) sono «sempre meno eccezionali e sempre più la normalità», come ripete da tempo il sottosegretario regionale Mario Mazzocca. Ed è anche vero che dal 5 gennaio – da 13 giorni - ininterrottamente l'Abruzzo è la regione con la situazione più critica a livello nazionale, con tre province su quattro immerse nella neve. Ma è altrettanto vero che «l'arrivo dell'ondata di maltempo era super annunciata». Che «si poteva prevenire e mettere in sicurezza la rete delle linee elettriche, i trasformatori (ghiacciati) e le cabine. Era possibile farlo prima e non dopo. Quando è stato necessario attivare persino l'Esercito». Insomma, le responsabilità di un'emergenza «che ha riportato indietro l'Abruzzo al Dopoguerra (quando ci si scaldava col camino e si camminava in sentierini scavati nella neve)» sono ben precise.

Sottosegretario mazzocca, l'abruzzo cade a pezzi?

«La rete infrastrutturale per l'approvvigionamento dell'energia elettrica sconta ritardi annosi nella manutenzione ordinaria e straordinaria. È arrivato il tempo che l'Enel metta mano con serietà e sollecitudine a quegli investimenti su cui si era impegnata con l'emergenza nevosa del marzo 2015. Va detto, però, che la maggioranza delle 200mila utenze disalimentate a causa di problemi d'interruzione dell'alta tensione, della caduta dei tralicci e dei guasti alle cabine, sono di competenza di Terna, che è stata approssimativa. Terna deve darsi da fare perché un simile black out non si verifichi più. La Regione non resterà inerte».

Interrare i cavi elettrici e' una soluzione?

««Non è detto che lo sia, perché l'Abruzzo sconta anche un grave dissesto idrogeologico, per cui sempre dal marzo 2015 contiamo 1.200 frane di una certa entità che non rende l'interramento sempre sicuro. Si potrebbero rafforzare i cavi aerei con tecnologie che Terna non utilizza perché le ritiene costose. C'è una volontà di fare profitto, generata da quando l'Enel è stata spacchettata dal Governo Berlusconi, per cui si finisce per lucrare sui servizi finali. Ci sono tipi di cavi aerei coibentati isolando dall'emissione di onde elettromagnetiche, ma più efficienti».

L'Abruzzo è anche la regione delle strade colabrodo.

«Purtroppo la dismissione delle Province ha aggravato la situazione, perché non hanno più soldi per fare la manutenzione stradale. Poi c'è da dire che anche il tentativo di spacchettare l'Anas ha abbassato le sue potenzialità. Ora, nell'ambito della riforma delle Province, una decina di strade provinciali dovrebbe tornare sotto la gestione Anas. C'è, inoltre, un surplus di viabilità comunale: molti Comuni anche piccoli sono serviti da più strade, effetto di vecchie scelte politiche, quando 30 anni fa i politici dovevano dare risposte ai loro territori. E si aprivano strade, tutte praticabili ma ora difficili da sistemare. Le Province dovrebbero ora comunicarci quali di queste strade vanno dismesse».