Mediamuseum, scontro sull’ala in vendita

Tiboni: anche quella parte è inserita nel restauro. Masci: basta preoccupazioni, il progetto si farà
PESCARA. Continua il botta e risposta tra la fondazione Edoardo Tiboni e il Comune. Al centro l’inserimento dell’ala est dell’ex tribunale di Pescara nel piano delle alienazioni 2022 che verrà discusso oggi in consiglio comunale. L’immobile, insieme alla piazza, è al centro di un progetto di riqualificazione urbana e di creazione del Moc - museo officina del cinema Ennio Flaiano, che ha ottenuto un finanziamento da un milione e 900 mila euro. La decisione del Comune di mettere in vendita una porzione dell’immobile ha sorpreso la presidente della fondazione Carla Tiboni che nei ieri aveva lamentato l’assenza di condivisione, da parte dell’amministrazione. Dal canto suo il sindaco Carlo Masci aveva evidenziato come quell’area non fosse compresa nel progetto, e potrebbe invece trovare nuova vita attraverso un’altra istituzione culturale della città, ovvero l’Archivio di Stato. «In quanto avvocato sono abituata a verificare e conoscere il contenuto delle leggi e degli atti», ribatte ancora Tiboni. «Andrebbe meglio esaminata la “lettera di intenti” della fondazione Tiboni che il Comune ha fatto propria per partecipare al bando del ministero dell’Interno, perché in essa è espressamente indicato che l’ala est dell’ex tribunale rientrava nel progetto di cui si chiedeva il finanziamento che è stato poi concesso. Se il Comune aveva idee diverse sull’ala est poteva farlo presente e non sarebbe stato inserito nel progetto elaborato dalla fondazione». Per partecipare al bando, a maggio 2021 la fondazione preparò una lettera d’intenti che venne poi inviata dal Comune al ministero. All’interno del documento si parla del progetto di riqualificazione del Mediamuseum per la realizzazione del Moc, con costi stimati di un milione e 100 mila euro. «Per quanto riguarda l’ala est dell’edificio di pertinenza del Comune», si legge, «dove è stato ipotizzato di realizzare la caffetteria e il book shop del Museo, la stima approssimativa è di un milione e 900mila euro».
«Alla presidente Tiboni, rivolgo l’invito ad accantonare ogni preoccupazione», la risposta di Masci. «Quella parte dell’immobile non è in alcun modo coinvolta nel progetto del Mediamuseum, ma recuperare l’immobile lasciandone una parte nel degrado non sarebbe un’azione di buona amministrazione. Inserire quell’ala dell’edificio nel piano delle alienazioni ci permetterà invece di completare questa visione dell’ex tribunale, che così ospiterebbe un’altra istituzione di profilo culturale molto importante. Il restauro del Mediamuseum si farà, come si evince dal Piano triennale delle opere pubbliche; ma allo stesso tempo non possiamo compromettere le giuste aspettative dell’Archivio di Stato, oltretutto», conclude, «con un ritorno positivo in termini patrimoniali per il Comune». (m.pa.)

