Medici, vinta la battaglia: premi per 500mila euro

I sanitari convenzionati con il 118 ottengono il riconoscimento dalla Regione
L'AQUILA. Arriva ad una svolta la lunga battaglia cominciata a novembre dai medici del 118, in prima linea dall'inizio della pandemia. L'ultima delibera approvata dalla giunta regionale stanzia 500mila euro, attinti ai fondi europei, per riconoscere una premialità agli operatori sanitari non dipendenti delle aziende sanitarie locali.
«Vengono riconosciuti finalmente», afferma la dottoressa Roberta Orsini, portavoce dei medici del 118, «il lavoro che abbiamo svolto in tutti questi mesi e l'impegno profuso nella nostra professione». Un riconoscimento una tantum che arriva dopo manifestazioni di piazza e proteste.
PREMIO AL 118. La Regione ha voluto riconoscere «un compenso temporaneo e straordinario finalizzato a remunerare il disagio, il rischio biologico e l'eccezionale sforzo a cui sono sottoposti gli operatori del servizio sanitario regionale, nella gestione dell'emergenza coronavirus».
Il periodo di riferimento, preso in considerazione nella delibera, è quello di marzo-aprile 2020. Per erogare i premi al personale sanitario del 118 la giunta regionale ha stanziato la somma di mezzo milione di euro, che verrà così ripartita tra le quattro Asl: 113mila 994,48 euro all'azienda sanitaria Avezzano-Sulmona-L'Aquila; 146mila 993,70 euro alla Asl Lanciano-Vasto- Chieti; 121mila 574,36 euro alla Asl di Pescara e 117mila 435,46 euro alla Asl di Teramo.
ACCORDO SINDACALE. Le premialità, che sono state riconosciute in passato anche al personale dipendente delle aziende sanitarie abruzzesi, sono frutto di un accordo sottoscritto, il 30 luglio dello scorso anno, dall'assessorato alla Salute della Regione con le organizzazioni sindacali. Accordo finalizzato proprio al riconoscimento «dell'eccezionale attività svolta dagli operatori del servizio sanitario regionale nella gestione dell'emergenza epidemiologica determinata dal diffondersi del Covid-19».
Gli indirizzi nazionali indicavano la premialità solo per il personale dipendente delle Asl, ma la Regione, con la delibera approvata di 48 oer fa, ha inteso stanziare parte dei fondi europei Fsc per dare un riconoscimento al personale del 118 «assegnando le risorse sulla base della popolazione residente in ciascuna delle Asl al 1° gennaio 2019».
LA BATTAGLIA. La prima protesta è andata in scena il 16 novembre scorso, quando i medici convenzionati del 118 delle quattro Asl abruzzesi hanno organizzato un sit-in a Pescara, davanti alla sede dell’assessorato alla Sanità, per protestare contro la decisione della Regione di escluderli dalle premialità concesse a tutti gli altri dipendenti del settore sanitario, compresi gli amministrativi, per il lavoro portato avanti nel periodo del lockdown di primavera, a causa dell’emergenza pandemica.
Rivendicazioni legate all'emergenza coronavirus, ma non solo. All'aspetto economico si è unito quello «di diritti negati da anni, come quelli alla malattia e all’infortunio».
ARRIVANO I PREMI. Proteste e manifestazioni che si sono susseguite, a cadenza periodica. I medici convenzionati con le Asl hanno fatto sentire la loro voce in più occasioni interessando del problema anche i quattro presidenti provinciali degli Ordini professionali, chiedendo loro di dare un "segnale forte" in virtù del principio secondo cui «tra i compiti degli ordini c'è quello di dirimere le controversie tra il Sistema sanitario nazionale e le categorie professionali».
L'attesa risposta della Regione è arrivata: «Un riconoscimento al lavoro svolto e al rischio a cui siamo stati esposti dall'inizio della fase pandemica», commenta Orsini. Ma i medici convenzionati chiedono di più.
«Il contratto cui siamo legati», dicono, «appare ormai decontestualizzato rispetto ai nostri compiti e agli accresciuti bisogni di un soccorso territoriale che chiede sempre più interventi qualificati».

