Medico muore mentre si allena in piscina

Andrea Iannetti, 51 anni, ecografista noto nel mondo dello sport, è stato stroncato da un malore. Inutili i soccorsi
PESCARA. Anche ieri sera, come faceva sempre, si stava allenando nella piscina provinciale quando improvvisamente ha avuto un malore che non gli ha lasciato scampo. Inutili tutti i tentativi di soccorso da parte prima degli amici con cui stava nuotando e di alcuni medici che erano nella struttura e poi dei sanitari del 118, che hanno provato a rianimarlo anche con il defibrillatore.
È morto così, nella piscina di via Volta, mentre faceva sport, che era la sua passione, Andrea Iannetti, medico dello sport molto noto in città. Iannetti, avrebbe compiuto 52 anni il prossimo 17 aprile. Lascia la moglie Antonia e due figli piccoli, ma anche tantissimi amici, tutti increduli. Iannetti si era laureato in Medicina e Chirurgia all’Università D’Annunzio nel 2002 per poi conseguire la specializzazione in Medicina dello sport. E come medico dello sport aveva lavorato per le società sportive di pallanuoto e nuoto delle piscine Le Naiadi; dal 2007 al 2014 era stato il medico della squadra di Calcio A5 Real Dem Montesilvano. Ultimamente collaborava come medico esterno con la società del Club aquatico di Pescara. Era specializzato anche in ecografia internistica. Da quanto emerso, ieri sera, stava nuotando come faceva sempre con i compagni della squadra master di nuoto e pallanuoto con cui si allenava e con cui il sabato disputava anche partite di pallanuoto, quando all’improvviso, dopo una decina di vasche, si è appoggiato al bordo piscina. I compagni si sono subito accorti che c’era qualcosa che non andava e l’hanno tirato fuori dall’acqua. Gli è stato praticato il massaggio cardiaco e nel frattempo è intervenuto anche un medico che si trovava nella struttura, ma non si è mai ripreso. Una volta sul posto i sanitari del 118 hanno tentato anche di rianimarlo con il defibrillatore, ma non c’è stato nulla da fare.
In un attimo, la notizia si è diffusa negli ambienti sportivi. «È una tragedia», sottolinea Marco Epifani, direttore sportivo del Club aquatico. «Andrea collaborava con noi e con tante altre società sportive. Era una persona sana, era uno sportivo, possiamo dire che è vissuto in acqua. Ha sempre nuotato. La sua è una famiglia di sportivi. Nessuno poteva immaginare che potesse accadere una cosa del genere proprio a lui. Quello che è successo», ripete sconvolto, «è terribile e assurdo. Andrea era una persona meravigliosa, simpatica, disponibile con tutti».

