Medico ricoverato in isolamento

27 Febbraio 2020

Pescara: è una donna tornata da Milano dove lavora in ospedale. Negativi gli altri 12 test su casi sospetti

PESCARA . Non ci sono casi accertati di infezione da Coronavirus in Abruzzo, anche se proprio mentre rientra l'allarme per le dodici persone sottoposte a tampone, arriva un nuovo caso sospetto. Sono infatti risultati negativi i tamponi - gli ennesimi eseguiti negli ultimi giorni - effettuati tra ieri e martedì su soggetti considerati a rischio contagio. Gli esami hanno dato l'esito sperato: non c'è positività al Covid-19. Quando, però, nel pomeriggio, si diffonde la notizia relativa ai risultati degli esami, a Pescara arriva un altro caso a rischio, l'unico della giornata, dopo i tanti registrati tra lunedì e martedì, tutti negativi.
NUOVO ALLARME. Si tratta di una pescarese, professionista del settore sanitario, che lavora in un ospedale lombardo in cui ci sono stati dei casi positivi. Già da alcuni giorni in isolamento domiciliare fiduciario (cioè la quarantena di 14 giorni da trascorrere in casa) e già in contatto con il personale delle Malattie infettive, a cui, secondo il protocollo, deve fornire aggiornamenti costanti, tra cui la temperatura corporea, la donna ieri ha manifestato dei sintomi, tra cui febbre alta.
TRASFERIMENTO IN OSPEDALE. Alle 18 ha contattato il personale sanitario ed è stato disposto il trasferimento in assoluta sicurezza in ospedale, dove è sotto osservazione nella camera di isolamento appositamente allestita dalla Asl di Pescara. Lì sono stati eseguiti tutti gli accertamenti clinici: è stato escluso che sia affetta da polmonite e, nella notte, è stata sottoposta al test per l'influenza e al tampone per il Coronavirus. Si spera nel falso allarme: in tutti i casi precedenti situazioni considerate a rischio hanno poi dato esito negativo, considerando anche la concomitanza con l'influenza stagionale, i cui sintomi possono essere simili a quelli del Covid-19.
SOSPIRO DI SOLLIEVO. Sempre ieri la Regione Abruzzo, attraverso il Servizio prevenzione e tutela della salute, ha confermato i risultati negativi dei test su 12 persone. Si trattava di soggetti provenienti da aree a rischio, cioè le “zone rosse” del Nord Italia o quelle all’estero. Tra loro c'erano cinque persone di Pescara, una delle quali rientrata di recente dalla Thailandia, una di Roseto, tornata da Piacenza, e una della Marsica, oltre a una coppia di coniugi di Vo' Euganeo in vacanza nel Pescarese. Tutti hanno potuto tirare un sospiro di sollievo, come hanno fatto anche le altre sei persone sottoposte a tampone lunedì e poi risultate negative.
IL PROTOCOLLO. La Regione e le Asl, per far fronte all'emergenza, si sono attivate con apposite procedure. Come, ad esempio, nel caso di Pescara: «C'è un'unità dedicata», sottolinea il coordinatore degli infermieri del 118, Enrico Di Sigismondo, «con un'ambulanza, un medico, un infermiere e un autista, tutti dotati di dispositivi di sicurezza particolari. Interveniamo in casi sospetti e facciamo un primo screening, in base ai sintomi, mantenendoci in costante contatto con gli esperti del reparto di Malattie infettive». Il protocollo prevede che il tampone venga eseguito in base a due fattori: il quadro epidemiologico - cioè la permanenza in zone a rischio o il contatto con soggetti positivi - e la presenza di sintomi specifici.
Lorenzo Dolce