Meloni conferma Marsilio: «Farà il secondo mandato»

La presidente di Fratelli d’Italia presenta la sua autobiografia e guarda avanti «In Abruzzo cresciamo rapidamente, vuol dire che stiamo governando bene»
PESCARA. Giorgia Meloni è il solito fiume in piena. Che si parli di Europa, di Green pass o della possibilità di vedere Marco Marsilio in un futuro governo di centrodestra, la presidente di Fratelli d’Italia sembra avere le idee già ben chiare. Secondo gli ultimi sondaggi, il suo partito è balzato ai vertici delle preferenze degli italiani, e ieri centinaia di persone erano presenti al porto turistico di Pescara, per assistere alla presentazione dell’autobiografia “Io sono Giorgia”. Prima dell'incontro, la numero uno di Fratelli d’Italia ha visitato la sede della Regione Abruzzo, in piazza Unione, a Pescara, dove ha ricevuto in dono il braccialetto "I love Abruzzo" del maestro orafo Giuliano Montaldi. In prima fila alla presentazione del libro, il presidente Marco Marsilio, amico di vecchia data della Meloni, e una schiera di politici regionali e comunali di centrodestra, come i sindaci di Montesilvano e Città Sant'Angelo, Ottavio De Martinis e Matteo Perazzetti, ma anche Guerino Testa, capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia.
Giorgia Meloni, il suo partito è in forte espansione. Ritiene che Marsilio debba essere riconfermato come candidato alle prossime elezioni oppure ipotizza per lui un ruolo in un possibile futuro governo di centrodestra?
«Sono felice che Fratelli d’Italia stia crescendo molto. Lo stiamo vedendo anche in Abruzzo dove ogni giorno registriamo adesioni nella classe dirigente locale e tra gli amministratori. È la dimostrazione che la nostra coerenza e la serietà delle nostre proposte sono sempre più apprezzate. Marco Marsilio è una delle risorse migliori di cui dispone Fratelli d’Italia: in Abruzzo sta facendo un ottimo lavoro come presidente della Regione e ha tutta la nostra fiducia e il nostro sostegno.
Marsilio è una persona seria che ha scelto di dedicare la propria vita all’Abruzzo, ed è fermamente intenzionato a governare per un secondo mandato per completare l’opera».
A proposito di Marsilio, come valuta il suo operato e come giudica il sondaggio del Sole 24 Ore che lo relega al 16esimo posto tra i presidenti di regione?
«Marco Marsilio è uno dei dirigenti e amministratori più capaci che ha Fratelli d’Italia. Lo dicono i risultati, non io. Ha fatto uno straordinario lavoro in questa emergenza Covid ed è merito suo se oggi l’Abruzzo è tra le regioni più attive nella campagna vaccinale.
Ha rimesso al centro alcune questioni centrali per questo territorio. Tra tutte le infrastrutture: penso al prolungamento della pista d’atterraggio dell’aeroporto d’Abruzzo o al protocollo d’intesa per il potenziamento della ferrovia Roma-Pescara. Non solo: molto importante è il progetto della macroregione adriatica, un piano strategico per lo sviluppo di tutta la dorsale adriatica centro meridionale. Non dimentico poi il tema della ricostruzione post sisma del 2016 con una forte accelerazione delle pratiche. Sono anche molto fiera della sua sobrietà: non ha fatto dirette Facebook continuamente per raccogliere consenso».
Anche l’Abruzzo, come molte altre regioni, si appresta a recarsi nuovamente alle urne in diversi comuni, in autunno, per la sessione di elezioni amministrative. Con che spirito e strategia si presenterà il suo partito?
«Stiamo lavorando per trovare candidati competitivi per tutte le città che andranno al voto. Ovviamente l’obiettivo è vincere ovunque ma mi pare che i risultati, in Abruzzo, si stiano già vedendo».
Marsilio si è lamentato per le scarse risorse riservate all’Abruzzo nel Pnrr. Condivide la sua posizione? Crede che i fondi che arriveranno dall’Unione Europea abbiano effettivamente disatteso le richieste?
«Assolutamente sì: dall’Europa arrivano pochi fondi e in tempi troppo lunghi. L’Ue dovrebbe garantire questi soldi attraverso le cosiddette “risorse proprie”, che però rischiano di essere prese dalle stesse aziende che quelle risorse dovrebbero salvare: ecco perché non sono ottimista sul fatto che il Pnrr possa essere una vera molla di rilancio. O almeno non lo sono come i cosiddetti europeisti, anche se mi considero un’europeista anche io, però credendo in un’Europa totalmente diversa da questa».
Il turismo in Abruzzo vive di presenze. Ora si parla di Green pass per treni e ristoranti. Lei cosa ne pensa?
«Credo che l’idea di imporre il Green pass come requisito per partecipare alla vita sociale non sia la strada da seguire. Non è la coercizione il modo migliore per guadagnare la fiducia dei cittadini e spingere le persone a vaccinarsi.
Dico di più: il Green pass è uno strumento che era stato pensato per facilitare gli spostamenti e incentivare il turismo. Nel cosiddetto “modello Macron” diventa uno strumento che rischia di mettere in ginocchio uno dei settori più importanti per l’economia italiana. Il Green pass è valido solo per i cittadini della Ue: se diventa requisito d’accesso per entrare al museo o al ristorante, come faranno i turisti? Semplice: eviteranno di passare le loro vacanze in Italia. E questa è una cosa che non possiamo permetterci».
Le nuove nomine nel Cda Rai hanno escluso il suo partito e creato polemiche. Come l’ha presa?
«È stata una decisione strampalata e pericolosa: una violazione senza precedenti delle banali norme del pluralismo democratico, perché la tv di Stato è pagata con i soldi degli italiani e al momento, secondo i sondaggi, il 20 per cento di loro sceglie Fratelli d’Italia, che non ha alcuna rappresentanza neanche nella Commissione vigilanza, che di prassi spetta all’opposizione. Credo sia la prima volta nella storia d’Italia che accade una cosa del genere. Quando si picconano pezzi fondamentali della democrazia è un problema di tutti, perché si creano precedenti. Mi dispiace che il presidente Sergio Mattarella non sia intervenuto di fronte ad una violazione palese delle regole della democrazia».
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