Menichini, la targa coperta di rovi

12 Marzo 2024

Il carabiniere eroe travolto da un treno a Fontanelle. La denuncia di un cittadino

PESCARA. A meno di due settimane dalla commossa cerimonia al cimitero di Chieti per il ventennale della scomparsa del carabiniere eroe Giangabriele Menichini, morto il 3 marzo del 2004, travolto da un treno mentre inseguiva sui binari uno spacciatore, arriva la segnalazione di un cittadino: «La targa a Fontanelle, che ricorda l’appuntato scelto nel luogo della tragedia, è ricoperta di rovi e sterpaglie». Scrive al Centro Giacomo Cellucci, di San Giovanni Teatino: «Già lo scorso anno avevo notato lo stato di incuria, foglie e rami sulla targa. Domenica sono tornato lì sperando di trovare una situazione diversa. Purtroppo sono stato smentito. Una vera contraddizione, visto che nei giorni scorsi ci sono state le celebrazioni per ricordare l’appuntato scelto. Mi chiedo come si possa trascurare un’insegna che ha il compito di lasciare una traccia fondamentale per non dimenticare il carabiniere. Sono profondamente indignato», aggiunge, «e ho deciso di scattare una foto sul posto per documentare lo stato di incuria. L’ho fatto per la memoria del ragazzo». Giangabriele Menichini, originario di Torrevecchia Teatina, aveva 39 anni. Quel giorno di 20 anni fa era impegnato in un servizio finalizzato al contrasto del traffico di stupefacenti. Durate l’inseguimento di un’auto sospetta con tre persone a bordo che avevano forzato un posto di blocco investendo un commilitone, davanti al passaggio a livello chiuso Menichini continuò a correre dietro a uno spacciatore che aveva oltrepassato di corsa i binari, ma fu travolto dal treno. L’operazione si concluse con l’arresto dei 3 e il sequestro di 11 grammi di cocaina. E per Menichini, «chiaro esempio di altissimo senso del dovere» arrivò la medaglia d’oro al valore civile. A suo nome è stata intitolata la nuova caserma dei carabinieri di Francavilla.(s.d.v.)
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