«Meno burocrazia e tempi più rapidi»

18 Giugno 2015

«Gli architetti sotto i 40 anni hanno un reddito medio bassissimo attestato, a livello nazionale, sui 17mila euro lordi. Ma se andiamo a fare indagini al centro e al sud tocchiamo punte di 11mila,...

«Gli architetti sotto i 40 anni hanno un reddito medio bassissimo attestato, a livello nazionale, sui 17mila euro lordi. Ma se andiamo a fare indagini al centro e al sud tocchiamo punte di 11mila, 13mila euro. Una cosa drammatica». Laura Antosa, presidente dell’Ordine provinciale degli architetti (1.486 sono gli iscritti) conosce bene la situazione e per questo si batte per avere risposte concrete. Dalla politica soprattutto, che deve tener conto, dice, «anche del «gender gap che va assolutamente recuperato: il divario tra quello che guadagna un’architetto donna rispetto al collega uomo: il 25 per cento in meno», dice Antosa, «e stiamo parlando del 41 per cento dei nostri iscritti, come ha rilevato la ricerca nazionale del Cresme a cui abbiamo aderito».

Ma il discorso è ampio e complesso. «La crisi degli architetti è legata molto alla crisi dell’edilizia», va avanti il presidente dell’Ordine, «ma anche al fatto che c’è stato un abbassamento della quantità e della qualità del lavoro perchè la liberalizzazione del mercato consente di effettuare prestazioni a basso costo per essere più competitivi, vedi le certificazioni energetiche che si propongono on line a 29 euro. C’è stata l’eliminazione delle tariffe che a livello locale ha prodotto un abbassamento dell’offerta professionale,una gara al ribasso. È anche su questo», dice Antosa, «che chiediamo alla politica di intervenire, come abbiamo rimarcato nella consulta delle professioni dei giorni scorsi: i professionisti lavorano con l’imperativo di tutelare l’utenza, e devono essere messi nelle condizioni di poterlo fare nel migliore dei modi possibili. Per questo al presidente D’Alfonso abbiamo sollecitato un percorso regionale volto alla tutela dei professionisti creando occasioni di confronto e di lavoro anche attraverso concorsi pubblici, rotazioni di incarichi pubblici. Così come abbiamo chiesto al Comune di Pescara di semplificare una burocrazia che va a pesare su una situazione lavorativa estremamente difficile. Senza contare i tempi di pagamento degli enti che pagano un anno dopo: sono diventati troppo lunghi per il professionista e per le imprese, che si trovano ad anticipare viaggi e spese ma che accettano comunque, e anche con onorari molto più bassi del passato». (s.d.l.)