Meno di 5mila infortuni Covid sul lavoro

PESCARA. Dall’inizio della pandemia si contano 4.655 infortuni sul lavoro da contagio Covid in Abruzzo, di cui 32 con esito mortale. Lo dice la Cgil, secondo cui è però «ancor più vasto il fenomeno...
PESCARA. Dall’inizio della pandemia si contano 4.655 infortuni sul lavoro da contagio Covid in Abruzzo, di cui 32 con esito mortale. Lo dice la Cgil, secondo cui è però «ancor più vasto il fenomeno delle malattie Covid non denunciate come infortunio sul lavoro. Da un lato le difficoltà organizzative generate dal susseguirsi di normative e circolari, dall’altro i diversi approcci al tema da parte dei medici di base nell’inviare i certificati agli enti, hanno fatto sì che tanti si siano visti riconoscere la semplice malattia Inps e non l'infortunio sul lavoro Inail».
Per questo, la Cgil abruzzese, con il patronato Inca regionale, ha deciso di avviare una campagna informativa di sensibilizzazione sul tema.
«Il primo passo sarà la convocazione dei comitati consultivi provinciali dell’Inail con l’obiettivo di approfondire i numeri del fenomeno anche incrociandoli con le banche dati Inps», continua la nota, «contestualmente partirà un’attività di carattere informativo tramite assemblee sui luoghi di lavoro e comunicazioni ai singoli lavoratori per valutare se la propria malattia da contagio Covid, possa essere trasformata in infortunio. Questo, in particolare, riguarderà quei settori in cui, a causa dell’elevata esposizione al rischio contagio, vi è “presunzione di infortunio” e non occorre dimostrare che il contagio sia avvenuto sul luogo di lavoro. Saranno quindi interessati tutti coloro che operano nel comparto sanitario (medici, paramedici e tecnici) e gli addetti alle vendite, i banconisti e chi opera in front-office». Quindi ancora: «Affinché vi sia il riconoscimento dell’infortunio Covid è necessario attivarsi subito tramite il Patronato Inca Cgil, considerando anche che vi è una prescrizione triennale. Il riconoscimento dell’infortunio in luogo della malattia, oltre a benefici di carattere economico e contrattuale, garantisce, a differenza della semplice indennità Inps, anche la copertura per eventuali postumi che il contagio da Covid-19 dovesse generare». L’appello agli enti: «Necessario quindi, oltre ad una capillare informazione per le lavoratrici ed i lavoratori potenzialmente coinvolti, anche che Inps e Inail lavorino affinché venga garantito il riconoscimento pieno dei diritti a tutte e tutti».(c.s.)

