Meno reati, ma i cittadini si armano di più

Calano furti e rapine, aumentano le pistole detenute in casa. Il questore Misiti: «A Pescara il sistema sicurezza funziona»
CITTÀ SANT’ANGELO. Da una parte il mare, dall’altra la montagna innevata. Nello scenario suggestivo del centro storico di Città Sant’Angelo, la polizia ha festeggiato ieri il 166esimo anniversario della sua fondazione e il teatro comunale era addobbato per le grandi occasioni, con gli stand espositivi e il camper in strada. È stato scelto un comune diverso da Pescara perché, ha spiegato il prefetto Francesco Misiti, «la polizia è anche questo: stare al fianco di ogni amministrazione a sostegno di una famiglia allargata che contribuisce a perseguire gli interessi e le esigenze della collettività».
È stato un anno complesso anche in provincia di Pescara, come per il resto d’Italia, ma i numeri dell’attività svolta raccontano i risultati positivi della polizia, con più arresti e meno reati (le denunce sono passate da 14.230 a 12.698) e una riduzione, in particolare, anche di furti e rapine. È aumentato, però, il numero delle armi possedute dai pescaresi e lo dimostra l’incremento delle licenze di porto d’armi (passate da 598 a 774, da usare per caccia e sport) e delle armi detenute in casa (passate da 406 a 515).
Scattando una fotografia dello scenario attuale, Misiti ha parlato della polizia come di «una istituzione forte e prestigiosa, punto di riferimento per i cittadini che mai potrà essere messa in discussione o in pericolo dal tifo da stadio e dai disordini alimentati da gruppi di facinorosi che cercano solo il caos». In un tempo di «forte disagio economico e sociale», in cui si registrano una serie di «situazioni sensibili per l’occupazione», i pescaresi hanno sentito come particolarmente «pressanti» le minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza.
E’ in questo ambiente che la polizia ha lavorato e lavora «giorno dopo giorno» per rispondere a chi cerca «in noi la sicurezza», ha aggiunto Misiti, e l’obiettivo resta quello di assicurare «le condizioni di vivibilità che sono alla base del vivere civile». Tra gli obiettivi raggiunti Misiti ha ricordato il contrasto ai «fenomeni di abusivismo» e citato lo sgombero del palazzo di via Ariosto, a Montesilvano, dove si viveva «nell’illegalità diffusa». Imprescindibile, per il questore, la collaborazione, ampia e diffusa, instaurata con le istituzioni e i privati, oltre alla collaborazione con il prefetto e con le altre forze dell’ordine. La polizia, ha rimarcato, ha scelto di «lavorare in squadra» e i risultati delle sinergie instaurate ci sono, ha fatto notare sottolineando il valore del «team».
Proprio riferendosi agli obiettivi colti nell’anno passato Misiti ha fatto riferimento al potenziamento dei servizi di controllo ordinari e straordinari, eseguiti «nonostante i sacrifici», e la mancanza di «turbativa» nella gestione dell’ordine pubblico. A Pescara «il sistema sicurezza sembra funzionare bene» e la polizia guarda al futuro sapendo che bisogna «tenere la rotta dei cambiamenti del sistema della pubblica sicurezza nell’ottica della razionalizzazione della spesa in un momento in cui le incognite del futuro e le insoddisfazioni del presente alimentano tensioni ed espongono a suggestioni».
Con il prefetto Gerardina Basilicata, che ha definito la polizia un «patrimonio», Misiti ha consegnato i riconoscimenti al personale che si è distinto. Il Dipartimento della pubblica sicurezza ha premiato con un attestato di pubblica benemerenza del merito civile Davide Zaccone, per aver soccorso un anziano che rischiava di finire sotto le rotaie, in stazione. Promozione per merito straordinario, invece, a Daniele Sammassimo e Nicola Colucci, per l’intervento in A14 dopo l’incendio a un mezzo pesante in galleria, soccorrendo le persone intrappolate. Gli encomi solenni sono andati a: Alessandro Di Blasio, per una operazione antidroga a San Salvo con tre arresti; Fabrizio Celsi, Giancarlo Di Miero, Danilo Florindi e Stephan Sedita, per il soccorso prestato in occasione di un incendio in un condominio; William Caprarese e Luca Falò, intervenuti dopo un incendio in uno stabile, traendo in salvo una persona; Giovanni Laerzio, per l’arresto di un ucraino responsabile di duplice omicidio volontario e rapina aggravata; Patrizia Traversa, per aver assicurato alla giustizia un pericoloso latitante, militante dell'Eta, destinatario di un ordine di cattura internazionale, a Roma; Mauro Sablone, Amerino Verì, Marco Faieta, per aver scoperto un sodalizio criminale che realizzava furti ai danni di negozi e abitazioni oltre a borseggi e atti vandalici. Encomio anche a Nicolino Sciolè, Vittorio Di Loreto, Giovanni Laerzio, Gianluca D'Anastasio, Roberto Cini e Ivano Polidori per l’indagine che ha portato all’arresto di 5 persone per droga con il sequestro di oltre 10 chili di stupefacenti. Al prefetto l’attestato di socio onorario dell’Associazione nazionale polizia di Stato, guidata da Roberto Cutracci, che ha consegnato lo stesso riconoscimento anche a Amerino Verì, medaglia d'oro al valor civile per merito di servizio.
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