Mensa a scuola, riparte la lite Pd e famiglie contro gli aumenti

28 Novembre 2023

Domani la seduta sulla stangata in arrivo dal 2024 e sullo scontro giudiziario per l’appalto da 20 milioni Santilli: «Non ci sono risorse per altre agevolazioni». Giampietro: «Un pasto a 6 euro, non è normale»

PESCARA. “Refezione scolastica: tariffe 2024 e continuità del servizio”. È questo il tema del consiglio comunale in programma domani dalle ore 15.30. Un’altra seduta sotto il segno della polemica: in aula, il comitato dei genitori e l’opposizione con il Pd e il M5S potrebbero inscenare una protesta. E in consiglio potrebbero spuntare non soltanto striscioni per contestare l’amministrazione Masci e la stangata in arrivo con un pasto fino a 6 euro.
I fronti, e lo dice l’oggetto del consiglio, adesso sono due: alle tariffe contestate con i rialzi in arrivo a partire dal 2024, si aggiunge lo scontro giudiziario per l’appalto da 20 milioni di euro. L’appalto della refezione scolastica per i prossimi 5 anni è stato vinto dalla Elior di Milano e dalla Sh Gestioni srl di Chieti, unite nella formula del raggruppamento temporaneo di imprese (rti). La Serenissima Ristorazione srl di Vicenza, la ditta uscente che attualmente fornisce i pasti in proroga da oltre un anno, è giunta seconda e ha preannunciato ricorso al Tar con richiesta di risarcimento danni. E c’è di più: la Serenissima ha «intimato» all’amministrazione Masci di non firmare il contratto con la Elior e la Sh Gestioni «fintanto che il Tar non si sia pronunciato nel merito». A stretto giro, scadrà il termine per presentare ricorso al Tar contro l’assegnazione del servizio a Elior-Sh Gestioni mentre la proroga alla Serenissima cesserà il 31 dicembre prossimo. E cosa accadrà dopo le vacanze natalizie ai 4mila alunni che ogni giorno mangiano a mensa? «Dall’8 gennaio, come sempre, i bambini continueranno a mangiare a mensa», assicura l’assessore alla Pubblica istruzione Gianni Santilli (FdI). L’intenzione del Comune è quella di andare avanti con il nuovo appalto e, dall’8 gennaio, avviare il cambio gestione con il subentro della Elior-Sh Gestioni. A meno che non intervenga un provvedimento del Tar a sospendere l’affidamento dell’appalto. Santilli continua: «Le nuove ditte hanno fatto già i sopralluoghi e sono pronte a partire. E, fino a ieri, in municipio, non è arrivato alcun ricorso».
Con l’avvio del nuovo appalto, le tariffe si alzeranno e, per le famiglie con redditi Isee oltre i 22mila euro, il pasto arriverà a 5,92 euro. In aula, oltre a Santilli, interverrà anche il sindaco Carlo Masci (Forza Italia) ed entrambi diranno la stessa cosa: «Più di quello che abbiamo fatto, il Comune non poteva fare», dice l’assessore, «abbiamo trovato 250mila euro in più per andare incontro alle famiglie che hanno più figli». Dopo una prima protesta, l’amministrazione ha rivisto le tariffe ma sono cambiate di poco. «Se, in fase di bilancio, troveremo altri fondi», promette Santilli, «li useremo di certo: su questo c’è l’impegno di tutte le forze politiche di maggioranza. Inoltre, abbiamo inserito anche un’altra fascia Isee per allargare la platea delle agevolazioni». L’assessore garantisce: «Non pagheranno niente i bambini disabili, i bambini ucraini e tutti gli insegnanti».
Santilli poi rivela un dettaglio politico: «Il Pd ha mandato una lettera a una preside per chiederle di non fare, domani, una riunione con le famiglie in modo che i genitori potessero partecipare al consiglio. Ho parlato con la preside e la riunione prevista si farà. Qualche consigliere del Pd l’ha anche chiamata per protestare. Questa è una vergogna: arrivare a un punto del genere è esagerato».
Il Pd attacca: «Questa giunta ha ormai perso del tutto il contatto con la vita reale dei pescaresi», dice il capogruppo Piero Giampietro, «pensare che sia normale che circa il 60% delle famiglie arriverà a pagare 6 euro al giorno per il pasto di una bambina o un bambino anche di 3 anni o che frequenta la scuola dell’obbligo equivale ad ammettere di voler fare male alla scuola pubblica, e chi può beneficiarne è solo la scuola privata. Ci può essere qualità anche senza certificazione biologica, come sanno benissimo le famiglie che fanno quotidianamente la spesa. La giunta Masci però non pensi di far credere che la colpa del caro-mense è dell’inflazione degli ultimi mesi: il governo cittadino», dice Giampietro, «ha deliberato queste tariffe nel luglio 2021, e la loro entrata in vigore è stata rinviata solo per le lungaggini della nuova gara sul concessionario del servizio. Il caro-mensa è causato dalla scelta politica di eliminare il contributo con il quale tutti i Comuni, di qualunque orientamento politico, evitano che l’intero costo dei pasti sia scaricato sulle famiglie. La giunta Masci ha deciso che a Pescara questo non deve più avvenire e le ripercussioni sono gravissime sulle economie di intere famiglie e sulla prosecuzione del tempo pieno e dei servizi di doposcuola, indispensabili per molti genitori lavoratori, specialmente per le donne che restano centrali nell’organizzazione della vita dei bambini. All’inizio per il centrodestra era addirittura normale che il costo pieno delle tariffe venisse pagato dalle famiglie con Isee di 12 mila euro, una fascia arrivata a 22mila euro solo dopo le proteste dei genitori e di noi consiglieri del centrosinistra, ma il risultato è del tutto insufficiente: 22mila euro di Isee è il reddito di migliaia di famiglie che, con due stipendi normali e il mutuo da pagare, oggi fanno fatica, ma per la giunta Masci sono diventate improvvisamente famiglie ricche. Ci batteremo».