Mensa per gli alunni, è lite Pd e M5S: «No agli aumenti»

1 Ottobre 2024

PESCARA. Resta il rischio stangata per la mensa scolastica, a partire dal 2025. Ieri, il caso è arrivato in commissione Controllo: «Permane forte preoccupazione», dice il consigliere M5S Paolo Sola,...

PESCARA. Resta il rischio stangata per la mensa scolastica, a partire dal 2025. Ieri, il caso è arrivato in commissione Controllo: «Permane forte preoccupazione», dice il consigliere M5S Paolo Sola, presidente della commissione, «poiché, nonostante gli accordi raggiunti sul finire della scorsa consiliatura, ad oggi la giunta Masci non ha ancora adottato alcun atto formale che garantisca l’abbattimento dei costi per le famiglie, con il rischio concreto che, in assenza di interventi concreti, a partire dal 2025 le tariffe non possano godere del contributo da parte del Comune che ne abbatterebbe l’incidenza sulle famiglie».
Il prossimo appuntamento sul tema è previsto per venerdì prossimo, quando ci sarà una seduta della conferenza dei capigruppo «proprio per verificare», dice Sola, «le reali intenzioni del centrodestra al di là di quanto dichiarato nei mesi scorsi». Il tutto in attesa dell’esito del ricorso al Tar intrapreso dalla ditta seconda classificata nella gara d’appalto, atteso per il prossimo 25 ottobre.
Sul caso, il capogruppo Pd Piero Giampietro attacca: «Sulle tariffe delle mense scolastiche il centrodestra sta giocando una bruttissima partita. Solo la nostra denuncia pubblica, ancora una volta, sta spingendo la giunta ad una marcia indietro, la stessa giunta che voleva far pagare 6 euro a pasto a ogni famiglia con Isee oltre i 12mila euro rischiando di fare di Pescara la città con le mense più care d’Italia. Solo dopo la nostra denuncia, e dopo l’incomprensibile voto contrario del centrodestra in consiglio comunale, ora arriva la convocazione della conferenza dei capigruppo per dare le linee guida alla giunta. Chiederemo di non fare alcun passo indietro rispetto alle tariffe annunciate a gennaio. Anche se il caos sull’affidamento resta e anche se questo caos ha precise responsabilità politiche: la giunta Masci ha approvato le linee guida per la nuova gara a poche settimane dalla scadenza del l’affidamento alla Serenissima, mettendo gli uffici spalle al muro e generando questa anomala e criticabile sequenza di proroghe che quasi non ha eguali. Qualcuno dovrà prima o poi spiegare il perché la giunta agì con quella tempistica molto bizzarra».