Mensa San Francesco La solidarietà va in tv

12 Giugno 2019

Renato Paesano tra gli ospiti della maratona di beneficenza promossa dai frati di Assisi: «Ho lasciato tutto per i poveri»

PESCARA. Si è parlato anche della mensa pescarese di San Francesco nella maratona televisiva di beneficenza “Con il Cuore nel nome di Francesco” promossa dai frati del Sacro Convento di Assisi, andata in onda lunedì sera su Rai1.
La serata di solidarietà dei francescani, giunta alla 27ª edizione, è stata condotta da Carlo Conti e ha visto, tra gli altri, la partecipazione di artisti quali Nek, Francesco Renga, Fiorella Mannoia, Fabrizio Moro, Simone Cristicchi, Paola Turci, Giovanni Allevi, Giò di Tonno, Enrico Brignano e Renzo Arbore. Tutti uniti per una causa comune: ridare un sorriso a chi lo ha perduto.
E tra i tanti ospiti intervistati da Carlo Conti c’è stato anche Renato Paesano della mensa di San Francesco, la struttura in viale Regina Margherita che dal 1987 dà da mangiare ai poveri di Pescara e dintorni.
«La mensa è nata con un evento particolarissimo», ha raccontato Renato Paesano al microfono di Carlo Conti, «perché non è stata voluta dai frati e studiata a tavolino, ma è nata alla vigilia di Natale quando i frati vollero raccogliere dalla stazione di Pescara alcuni poveri e li portarono in convento per fargli passare un Natale diverso. Da quell’episodio scaturì un’emozione e un coinvolgimento così forte che ci convinse tutti a non tornare più indietro. Il pianto di gioia e di amicizia di queste persone fu così forte che i frati decisero di creare un punto di riferimento stabile».
Renato, che un tempo lavorava in banca, racconta poi di aver lasciato tutto per dedicarsi completamente alla mensa dei poveri. «La mia scelta è stata definitiva», aggiunge mentre sullo schermo scorrono le immagini della mensa di San Francesco che ogni anno dà da mangiare a circa 25.000 persone, «quando il Signore ti mette davanti a un bivio non si può tornare indietro. Ma il cibo è soltanto un’occasione: tutti gli ospiti che vengono alla mensa raccontano le proprie storie e queste storie sono indelebili, sono la mia ricchezza. Paradossalmente uno pensa di dare agli altri, ma così siamo noi che riceviamo tantissimo. Mi ha riempito la vita e mi ha fatto capire cosa è davvero la vita. Oggi», conclude Renato Paesano, «c’è stato un cambiamento totale della povertà: l’umanità dolente è fortemente trasformata, non è più come una volta. Oggi c’è una miseria che abbraccia vari campi, comprese le persone sole che hanno bisogno di un contatto umano».
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