Mense, la soluzione slitta Oggi la protesta in Comune

24 Settembre 2018

La terza ditta in graduatoria incontrata ieri ha preso tempo fino a mercoledì Ma i genitori insistono: tempo pieno dal 1° ottobre. E il caso diventa politico

PESCARA. C’è ancora da attendere. Sull’appalto per il servizio delle mense scolastiche bisogna pazientare qualche giorno, in attesa che la terza ditta in graduatoria nella gara d’appalto promossa dal Comune renda nota la propria decisione, e cioè se accettare o meno l’affidamento del servizio. Con la Cirfood, che si occupava del servizio, il contratto è stato rescisso dal Comune dopo la tossinfezione alimentare avvenuta a giugno, che ha interessato duecento bambini. E nei giorni scorsi la seconda in graduatoria ha rifiutato (l’associazione temporanea d’impresa composta da Camst e Csa).
Ieri mattina si è svolto l’incontro tra il Comune, rappresentato dal sindaco Marco Alessandrini e dall’assessore Giacomo Cuzzi, e i rappresentanti della Serenissima Ristorazione, per capire se c’è l’interesse della ditta a gestire il servizio di refezione scolastica. La ditta, a cui è stata sollecitata una risposta in tempi strettissimi, si è presa alcuni giorni di tempo per dare una risposta. E dovrebbe sciogliere la riserva entro mercoledì, come si apprende a Palazzo di città.
Oggi, intanto, è il giorno della protesta dei genitori, che chiedono l’attivazione del tempo pieno dal primo ottobre e, contestualmente, del pasto da casa, in attesa che sia disponibile il servizio mensa. Su questo punto, le singole scuole non hanno ancora adottato il necessario Regolamento (per il quale servono le prescrizioni della Asl) e il Comune ha già chiarito che ci sono una serie di ostacoli affinché venga consentito ai bambini di consumare il pasto portato da casa. Non si può prescindere dal controllo dei bambini durante il tempo del pasto e neppure dalla pulizia degli spazi dove consumare il pranzo, fanno notare dal municipio. Di qui l’annuncio dei giorni scorsi sulla possibilità di consentire il pasto da casa solo come opzione ulteriore rispetto al servizio mensa la cui ripresa consentirà anche di far partire il tempo pieno. Ma è tutto legato al nome della ditta che si occuperà di gestire la refezione scolastica: se la Serenissima Ristorazione rifiuterà, si dovrà cercare una soluzione ponte, sulla quale stanno lavorando gli uffici comunali. Di fronte a questo rallentamento i genitori (e docenti) scalpitano e oggi, alle 9.30, si ritroveranno davanti al Comune per rilanciare la proposta del «tempo pieno dal primo ottobre» e per il «diritto al pasto da casa», come sottolinea il comitato “Noi a mensa”, guidato da Claudio Cretarola, che chiede ai partecipanti di portare «pentole e cucchiai di legno», per fare rumore. In piazza anche un altro comitato, “Genitori a tempo pieno”, che giovedì intende portare i bimbi davanti al Comune (alle 13.30) per consumare il pranzo al sacco, e le lavoratrici delle mense, che non percepiscono lo stipendio da tre mesi.
Durante la protesta, nell’aula consiliare del Comune si riunirà il Consiglio. Vincenzo D'Incecco, capogruppo della Lega, e Marcello Antonelli, capogruppo di Forza Italia, chiederanno «l'immediata sospensione» della riunione «per ascoltare una delegazione dei comitati dei genitori e delle lavoratrici della mensa perché questa situazione non è più sostenibile. La politica deve assumersi la responsabilità di quello che sta accadendo e chi governa ha il compito di individuare soluzioni immediate per riprendere il servizio mensa», dicono i due. Enrica Sabatini e Erika Alessandrini, del Movimento 5 stelle, chiederanno al sindaco e a Cuzzi di «riferire in aula» sulla vicenda, assicurando «massima trasparenza».