Mercatino, il Comune non torna indietro

Cuzzi: «L’area di risulta va liberata subito. Impossibile pensare a un’altra zona». Gli extracomunitari: «Ci servono due mesi»
PESCARA. «L’area occupata dal mercatino deve essere liberata. Non torniamo indietro ma siamo disponibili ad aiutare chi vuole continuare l'attività mettendosi in regola. E non si può pensare di spostare tutto in un altro posto dove le problematiche del mercatino dell’area di risulta sarebbero le stesse. Oggi una zona attrezzata non esiste e non si può pensare di creare una fotocopia dell’esistente, ragionando in un quadro di legittimità e di autorizzazioni amministrative». L'assessore comunale Giacomo Cuzzi è fermo e determinato. Non c’è stato alcun ripensamento dell’amministrazione, dopo le due ordinanze dei giorni scorsi finalizzate a liberare gli spazi occupati abusivamente dal mercatino e ad istituire in quella lunga striscia di terra il divieto di transito e di fermata già dalla mezzanotte di oggi.
Come prima cosa Cuzzi fa notare che «lì non è istituito un mercato, non esistono autorizzazioni, non si paga l’occupazione di suolo pubblico e non ci sono state assegnazioni di spazi agli ambulanti. Qualche senegalese ha la Scia di ambulante itinerante ma sono pochi e comunque la Scia prevede che ci si sposti in continuazione, ogni due o tre ore. Insomma, è tutto completamente abusivo, amministrativamente quel mercato non esiste». Fino ad oggi è sempre stato chiuso un occhio, anzi due, ma adesso è diverso. «Sono stati rilevati problemi di igiene, ordine pubblico e sicurezza pubblica e il sindaco ha dovuto provvedere con un atto straordinario e urgente, accelerando tutto. Questo non significa che si interrompe il dialogo con le categorie e con la comunità senegalese, avviato da tempo. Avevamo deciso insieme che si doveva seguire un percorso di legalità e oggi ribadiamo che siamo pronti a confrontarci con chi vuole mettersi in regola perché il sistema del commercio ambulante può assorbire altre richieste». Sapendo che rischia di esplodere una questione sociale, con tante famiglie che restano all’improvviso senza alcuna fonte di guadagno, Cuzzi fa notare anche su questo che «servono interlocutori disponibili a operare in un quadro di norme. I nostri controlli», aggiunge, «stanno riguardando tutti i mercati, per combattere illegittimità e abusivismo».
Per i senegalesi parla Mabye che alle 11 parteciperà a un incontro con il Comune, nella speranza di trovare un punto di incontro. «Tre o quattro giorni sono pochi per smantellare tutto. Abbiamo bisogno di almeno due mesi e serve un altro posto per noi, nei mercati non c’è spazio. Qui ci sono 150 bancarelle e più di 300 persone che vivono di questo lavoro, con tanti bambini. Come facciamo ad andare avanti? Siamo persone, non animali, è ingiusto e incivile quello che sta accadendo. Qui non abbiamo problemi con nessuno, ma siamo pronti a togliere quello che non va».
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