Mercato, allarme borseggi Arrivano i vigili in borghese

Tra le bancarelle scippi, minacce alle clienti, richieste di denaro e traffici illeciti
PESCARA. C’è chi è stato alleggerito di 1000 euro mentre acquistava le verdure. Le manoleste in azione fanno scomparire magicamente i portafogli dalle borse. Le donne vengono minacciate ai parcheggi: o mi dai un euro o ti rigo la macchina.
Ha paura chi va a fare la spese al mercato del lunedì di via Pepe. Una delle scene più usuali è l’anziana con borsa stretta tra le mani che impreca mentre infila i piedi nelle pozzanghere. Oltre ai borseggi, sono le buche e gli asfalti gonfi, l’altra piaga dell’area mercatale (più di 3000 metri quadri tra stadio e antistadio a Portanuova) dove stendono le mercanzie circa 350 ambulanti regolari e una trentina di abusivi che ripiegano i lenzuoli alla velocità della luce appena vedono una divisa.
La vigilanza c’è. Poca, a causa delle carenze di organico, ma c’è. La polizia urbana si materializza in divisa, come ieri mattina, con l’agente che parcheggia l’auto di servizio e resta per ore al fianco di cittadini e commercianti. Il comandante dei vigili, Carlo Maggitti, rivela anche che la sicurezza nei mercati è affidata agli uomini del gruppo Giona coordinati da Danilo Palestini, che girano tra le bancarelle, veloci e invisibili, alla ricerca del teppistello di turno. Maggitti annuncia che «se necessario, in futuro, ci organizzeremo con una task force».
Antonio, figlio di 3 generazioni di commercianti di abbigliamento, è arrabbiato: «Persone di colore chiedono i soldi e minacciano le donne ai parcheggi: o paghi o ti rigo la macchina, gli abusivi vendono merce a pochi spiccioli, i topi passeggiano sulla strade, siamo messi proprio male». A ruota, Sebastiano, venditore di mozzarelle di Andria, racconta come avvengono gli scippi: «I ladri si appiccicano alle persone con la scusa di averli urtati casualmente e ripuliscono chiunque gli capiti a tiro. Al parcheggio, poi, le donne vengono trattate con aggressività dai tizi che chiedono soldi». Da 40 anni in trincea, argomenta sul «decadimento merceologico» del mercato che «un tempo era un centro commerciale all’aperto con capi vintage importanti, oggi si vendono solo “li cinc”», gli stracci, «una volta la gente comprava per una settimana, ora spende 2 euro e se ne va, dura tirare avanti col posteggio che non costa meno di 400 euro». Mohamed del Bangladesh, vende musica, ma «si fanno pochi affari, 50 euro in tutta la mattina». E chiarisce: «Non siamo abusivi, io pago le tasse». Ezio e Peppino, venditori di caciotte della provincia di Chieti: «Troppe richieste di soldi da parte dei mendicanti, la gente si lamenta».
Chiedono, gli ambulanti, all’85% nel settore alimentare, di essere «difesi dalle associazioni di categoria, Confcommercio e Confartigianato». Chiedono, inoltre, che si «provveda al riordino e ad una diversificazione delle modalità commerciali». Diego e Donata Riottini, di Città Sant’Angelo, tra una pesata e l’altra di prosciutti, trovano il tempo di «spazzare l’acqua dalle pozzanghere perché i clienti non sanno dove mettere i piedi». Carmela, una cittadina, mostra il «manto stradale crepato, l’asfalto bucato». Emilia, fruttivendola di Sambuceto, rimette il dito nella piaga degli scippi: «Ad un signore hanno rubato una volta 800 euro e un’altra 200, era appena uscito dalla banca. Noi quando vediamo ’sti ladruncoli, urliamo, cerchiamo di bloccarli, sappiamo che ci sono i controlli dei vigili in borghese, ma è difficile fermarli». Aggiunge Rita di Spoltore: «A me hanno rubato persino la spesa appena fatta». Si sentono sicure, Ivana Di Bartolomeo, medico di base e la sua assistente Annarita Placido: «Veniamo ogni lunedì al mercato e non ci è mai successo nulla, i vigili vanno a piedi e li vediamo». Lo stesso conferma il profumiere Gianluca Speziale. Francesco, ambulante di Sambuceto, si lamenta del commercio «di merce usata che costa pochi spiccioli», dice di «aver sentito parlare di borseggi» e chiede «un presidio fisso delle forze dell’ordine, per una maggiore sicurezza nostra e dei cittadini». Ieri il mercato di via Pepe ha chiuso i battenti alle 13 anziché alle 14 per permettere alle forze dell’ordine l’organizzazione della security della partita Pescara-Lecce.

