l’intervista

Mercato ittico, l’affondo di Masci: decide il Comune non l’avvocato

11 Giugno 2026

Sindaco all’attacco dopo la diffida annunciata dal legale dei commercianti per la mancata simulazione.

E sullo spostamento tira dritto: «Quella sede funzionava quando c’erano 100 barche, oggi ne sono 40»

 PESCARA

«È l’amministrazione comunale a dirigere questa situazione, non certo l’avvocato dei commercianti dei prodotti ittici: l’avvocato fa l’avvocato e il Comune fa l’istituzione».

È un fiume in piena il sindaco Carlo Masci ai microfoni di Radio il Centro Super Hit, dove il primo cittadino interviene per smentire l’avvocato delle associazioni Mimmo Grosso e Pescara Brillante, Federica Liberatore, che proprio martedì scorso ha preannunciato – sempre ai nostri microfoni – una diffida legale contro il Comune. L’avvocato contesta lo stallo di oltre un mese per la simulazione nell’ex biglietteria Tiziano, la struttura scelta dall’amministrazione per il nuovo mercato ittico. Il test, per la marineria, deciderà le sorti del trasferimento dell’asta di pesce dall’attuale mercato ittico alla banchina Sud. L’intesa era stata sancita nel tavolo tecnico del 29 aprile scorso, ma dopo più di un mese di silenzio e il duro affondo della legale, la tensione sale e il sindaco risponde.

Sindaco Masci, l’avvocato Liberatore ha annunciato che presenterà una diffida contro il Comune per pretendere la simulazione nell’ex biglietteria. Perché, a distanza di oltre un mese, non ancora viene fatta?

«Abbiamo istituito un tavolo tecnico in cui ci hanno indicato alcune esigenze e le stiamo accogliendo. Quindi, quando saranno realizzate le strutture che comporteranno il miglioramento dell'impianto – così come richiesto dai commercianti – decideremo la data per la simulazione. Stiamo lavorando per fare in modo che ci sia un mercato ittico adeguato alle esigenze della città di Pescara, esigenze che, nel tempo, sono cambiate. Abbiamo raccolto le istanze degli armatori con cui abbiamo ragionato sin dal primo giorno su come aggiustare il mercato, abbiamo preso atto delle esigenze dei commercianti e le stiamo portando avanti per arrivare a una posizione condivisa. Poi, chi vuole fare polemiche faccia polemiche, ma andremo avanti per la nostra strada seguendo le indicazioni di coloro che usufruiranno del mercato e degli enti che sono preposti a dare il giudizio finale. L’avvocato rappresenta la parte, il Comune rappresenta la comunità pescarese che sta spendendo soldi per un’attività imprenditoriale».

Gli armatori insistono e citano il Consiglio dell’Ordine dei Veterinari, secondo cui la struttura non sarà mai a norma, evidenziando persino delle infiltrazioni d’acqua. Se l’ex biglietteria non è pronta, perché avevate fissato il trasferimento entro il 3 giugno?

«Ognuno esprime le sue opinioni, ma il Comune è l’istituzione e non ci sono altre che definiscono le questioni. Poi ci possono essere giudizi, posizioni, prescrizioni, ma una cosa è certa: il Comune sta realizzando un nuovo mercato ittico perché le esigenze sono cambiate e quello attuale non è adeguato anche per quanto riguarda il peso della marineria: quella sede funzionava quando c’erano 100 barche a Pescara, oggi ce ne sono circa 40 e all’interno del mercato entra il pesce pescato da 25 barche.

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I numeri sono cambiati e continuiamo a spendere una cifra notevole: quelli sono soldi dei cittadini a noi sta il compito di razionalizzare le risorse e impiegarle per le esigenze della comunità in base alle priorità. Siamo un Comune che 10-12 anni fa è andato in predissesto perché aveva i conti fuori controllo, ma abbiamo rimediato facendo sacrifici. I commercianti e gli armatori sono comunque degli imprenditori».

Imprenditori semplici

«Dal punto di vista giuridico sono imprenditori a tutti gli effetti e in questo discorso c’è una spesa che sostiene la comunità pescarese.

Una spesa che, però, deve essere ottimizzata perché purtroppo di soldi ce ne sono sempre di meno, le spese aumentano. Voi non potete immaginare quanto il Comune di Pescara spende per l’acqua del mercato ittico. Negli altri mercati ittici l'acqua la pagano coloro che ne usufruiscono, qui invece l'acqua la paga la comunità pescarese. Teoricamente nessun Comune è obbligato ad avere il mercato ittico all'ingrosso: se Pescara ce l'ha è perché vuole favorire il sistema dell'acquisto e della vendita del pesce, però bisogna anche capire che ci sono tante esigenze».

Parlando di soldi, è vero, come sostengono i commercianti del pesce, che con 20mila euro si sistemerebbero molti problemi della sede attuale?

«Quel mercato ha situazioni strutturali che devono essere valutate e di certo non si risolvono con 20mila euro. La scelta della nuova sede è stata fatta nel 2021 quando il Comune ha trattato, discusso e si è confrontato con gli enti preposti relativi alla Capitaneria di Porto, l’Autorità di Sistema portuale e armatori. Abbiamo l'aria condizionata perché c'è stata richiesta, abbiamo messo 7 monitor – quando ne bastava uno. Adesso stiamo realizzando gli spazi esterni. Non viene mai detto che siamo venuti incontro alle loro istanze e mi piacerebbe che venisse messo in evidenza. Lo dico a chi è sempre pronto a criticare e diffidare, a fare attacchi al Comune, anche in maniera scomposta».

Ma c’è una data per la simulazione?

«Lo stabilirà il Comune quando riterrà che si possa fare. Abbiamo fatto delle proiezioni e dei report, attraverso i quali abbiamo verificato che la media delle cassette è di 900 all’asta e ci sono delle punte solo due o tre volte l’anno di circa 2.400 cassette. Mediamente ci sono anche aste che si svolgono con 500, 600 e 700 cassette, ma è chiaro che noi dobbiamo calibrare il sistema sui numeri che abbiamo. Non possiamo farlo spendendo i soldi dei cittadini in maniera impropria: stiamo realizzando un sistema che regge le necessità del pescato che arriva al mercato ittico».