Mercato semi-isolato, scatta la protesta
Un commerciante di largo Scurti: è aperta solo una stradina d’accesso, così si perdono clienti
PESCARA. Ora, per entrare nel mercato coperto di largo Scurti c'è una stradina piccola, perché quella principale è chiusa per il cantiere. Così però non va, dicono i commercianti che lavorano al mercato, perché si perdono clienti in una struttura già a disagio a causa del cantiere che specie nei giorni di maltempo scoraggia i clienti e li porta in altri posti per fare la spesa.
«Hanno chiuso la strada senza dirci nulla», lamenta Paolo Viggiani, che al mercato vende frutta e verdura e che dice di parlare a nome della sua categoria.«Questa è mancanza di rispetto. Non si possono compiere le operazioni di carico e scarico, un furgone non può passare. Non si fa così, per di più a ridosso di due giorni di festa».
Il commerciante lamenta il fatto che al mercato di largo Scurti tutto era pronto con maggiori provviste per far fronte alle due feste del primo e del due novembre. Banchi più pieni, ambulanti pronti a vendere perché, spiega, «si cucina di più, ci si raduna nei pranzi di famiglia». E invece, secondo chi conosce bene il termometro del commercio nel mercato, sarà difficile perché i clienti con quella strada chiusa non entreranno nel mercato.
«Questa decisione, che non ci è stata comunicata da nessuno», prosegue Viggiani, «ci danneggia moltissimo. Avevamo persino chiesto di rimanere aperti sabato per permettere di comprare anche nella festività, e invece ci chiudono l'accesso. Succede sempre così: modifiche senza avviso, disagi a non finire, non ne possiamo più».
Il mercato di largo Scurti paga anche il disagio della carenza di parcheggio, che spesso da sola basta a portare i clienti in posti meglio serviti. «Qui non ci sono solo io», riprende il commerciante, «siamo 50 o 60 famiglie, ogni volta che si crea una situazione del genere, e succede spesso, si mette in ginocchio un'intera categoria. Sono anche andato a bussare in Comune. Mi hanno detto che mi faranno sapere ma non ho saputo ancora nulla, ma qui non si possono risolvere i problemi solo bussando alle porte del palazzo, bisogna pensare alle conseguenze delle decisioni che si prendono».
Paola Toro
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