Mercatone Uno, sindaci mobilitati
San Giovanni Teatino e Pineto uniti nella crisi del megastore
SAN GIOVANNI TEATINO. Scendono in campo insieme, al fianco dei lavoratori di Mercatone Uno, il sindaco di San Giovanni Teatino, Luciano Marinucci, e di Pineto, Robert Verrocchio, per sollecitare le istituzioni a intervenire per la salvaguardia dei 130 posti di lavoro nei due punti vendita di Sambuceto e Pineto, a rischio per la richiesta di concordato preventivo in bianco presentata dall’azienda.
Affonda, travolto dalla crisi, il marchio, uno dei simboli made in Italy per l’arredamento low cost, che spiccava sulla maglia dell’indimenticato pirata del ciclismo Marco Pantani. Nei 34 megastore Mercatone Uno, in tutta Italia, è cominciata nei giorni scorsi una svendita totale che un po’ dappertutto sta facendo temere il peggio per il futuro dei lavoratori.
«Stiamo seguendo con la massima attenzione la questione Mercatone Uno e stiamo facendo tutto quanto in nostro potere», dicono i sindaci Marinucci e Verrocchio al termine di un incontro in municipio, a Sambuceto, con i dipendenti del Mercatone di via Caravaggio. «Abbiamo interessato il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli» spiega Verrocchio «e il presidente della Provincia di Teramo. Sono in ballo più di cento posti di lavoro in Abruzzo, di cui 74 a Pineto. Stiamo attivando tutti i canali a nostra disposizione per essere vicino ai lavoratori e per scongiurare la chiusura del Mercatone Uno».
I sindaci si sono impegnati a partecipare al tavolo di crisi che si è formalmente insediato nei giorni scorsi al ministero per lo Sviluppo economico, che tornerà a riunirsi il primo aprile. Lunedì prossimo, nel frattempo, a Pineto, è convocato un Consiglio comunale straordinario congiunto con le amministrazioni di Atri, Silvi e Roseto per discutere della vertenza Mercatone Uno. Al Consiglio parteciperà anche il sindaco di San Giovanni Teatino. (g.d.l.)
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