Mercoledì l’addio alla piccola Aurora

A Montesilvano l’ultimo saluto alla bambina di 10 anni e alla madre Jeidi, travolte dal treno Frecciarossa in corsa
MONTESILVANO. L’addio alla piccola Aurora, la bimba di neanche 10 anni scomparsa tragicamente giovedì pomeriggio alla stazione ferroviaria di Montesilvano, e alla giovane madre, Jeidi, 40, non sarà un funerale con rito cattolico. Mercoledì (mattina o pomeriggio, l’orario non è stato ancora stabilito) ci sarà un momento di proclamazione dei Testimoni di Geova nella casa funeraria Di Giorgio. La famiglia del marito della donna, e papà della piccola, è infatti Testimone di Geova, per questo non è prevista una funzione funebre in chiesa per l’ultimo saluto alle due vittime della tragedia avvenuta sul binario 2 della stazione giovedì scorso, attorno alle 18.30, al passaggio del treno Frecciarossa che ha travolto le loro giovani vite.
Il malessere della madre della bambina, di origini cubane ma da anni montesilvanese d’adozione, negli ultimi giorni prima del tragico gesto dev’essere diventato insopportabile, tanto da portarla a compiere quel passo verso la morte.
Le immagini delle telecamere di sorveglianza della stazione hanno confermato quello che anche le testimoni della scena, due ragazze rimaste sotto shock, avevano raccontato – poco dopo aver assistito all’episodio – agli agenti della Polfer, diretti dal dirigente Aldo Luciani: arrivate al binario, la madre avrebbe chiesto informazioni sull’orario del Frecciarossa in arrivo, ma quel treno non prevedeva una fermata a Montesilvano. Pochi minuti dopo, al passaggio del convoglio, il salto nel vuoto mano nella mano con la sua amatissima figlia. E l’inizio di un dolore che non riesce a trovare consolazione, né spiegazioni che lo rendano comprensibile. Montesilvano è ancora oggi una città rimasta senza parole di fronte a questa tragedia.

