«Merita le scuse di qualcuno di Forza Italia»
Tra i tanti messaggi di cordoglio, quello polemico dell’ex primo cittadino dell’Aquila Biagio Tempesta
PESCARA. Tante persone, compresi gli ex alunni dell’istituto per Geometri dove Carlo Pace aveva insegnato a inizio carriera, ma soprattutto i cittadini comuni sono andati in questi due giorni all’obitorio dell’ospedale pur sapendo che la salma era sotto sequestro, in attesa dell’autopsia prevista per oggi.
Una maniera per manifestare l’affetto incondizionato della città nei confronti dell’ex sindaco e che, pur nel loro infinito dolore, hanno accolto la moglie Rossana, i figli Laura e Bruno, il genero, la nuora e i nipoti, almeno i più grandi.
«Ho avuto Carlo Pace come professore di Costruzioni a partire dall’anno scolastico 1970-71 all’istituto tecnico per Geometri Manthoné, quando la scuola era in viale Marconi», ricorda commosso l’architetto, ed ex assessore, Alfredo D’Ercole, tra i tanti affezionati, come Carlo Masci, che anche ieri sono andati a rendergli omaggio in obitorio. «Erano tempi pieni di speranze, con il ’68 appena passato e per tutti una percezione diversa della vita, della socialità e del nostro futuro. Carlo è stato un maestro di vita. A lui devo il mio modo di essere professionista; quando avevo 15 anni mi ha insegnato e poi mi hai tenuto come suo stretto collaboratore per quasi dieci anni. Onorandomi della nomina dirigenziale nel posto più alto del Comune di Pescara. Abbiamo condiviso tanti progetti innovativi per la nostra città che la breve memoria del nostro tempo ha spesso fatto dimenticare».
Ma messaggi sono arrivati anche dall’Aquila, dall’ex sindaco Biagio Tempesta e dall’attuale Massimo Cialente. «Uomo generoso e di valore», scrive di lui Tempesta, «mi auguro che taluni di Forza Italia chiedano scusa, se non perdono, per il comportamento avuto nei confronti del sindaco Pace. Un caro grande abbraccio carissimo Carlo». E Cialente: «Una grave e dolorosa perdita. Con lui se ne va un grande uomo e un amministratore illuminato e lungimirante. Lo conobbi personalmente quando ero deputato. Restano il suo esempio e il suo indelebile ricordo».
Ancora, l’ex presidente della Provincia Guerino Testa: «Per me è stato un grande amico, un consigliere politico, un galantuomo e un esempio da seguire per tutto ciò che di importante e strategico ha fatto per la nostra città . Ha saputo affermare le sue idee a bassa voce ma con grande tenacia».
«Con Carlo Pace scompare a Pescara uno dei “pionieri” di Forza Italia in Abruzzo, il primo sindaco che ha operato sotto il simbolo del Cavaliere a Pescara nel 1994, agli albori del movimento», ricorda il coordinatore cittadino di Forza Italia Guido Cerolini. «Carlo Pace ha saputo rappresentare l'eleganza della politica, che gli ha permesso di proiettare il “bello” sul territorio».

