Meritocrazia e borse di studio: ecco le priorità degli universitari

17 Settembre 2022

PESCARA. Più meritocrazia; riformare la didattica, rendendola più interattiva in modo da permettere ai neolaureati di essere subito pronti al mondo del lavoro, senza trafile di praticantato/apprendist...

PESCARA. Più meritocrazia; riformare la didattica, rendendola più interattiva in modo da permettere ai neolaureati di essere subito pronti al mondo del lavoro, senza trafile di praticantato/apprendistato non retribuite; potenziare gli investimenti per aumentare la platea di studenti beneficiari di borse di studio, ma anche uniformare le modalità di erogazione delle stesse; stop ai tirocini non retribuiti e ancora fondi per sostenere le spese di locazione e per premiare le università che immettono i ragazzi nel mondo del lavoro. Sono soltanto alcune delle 12 proposte che, ieri mattina, nel corso di un incontro all'hotel Carlton, i giovani di Azione universitaria, presieduti da Nicola D'Ambrosio, hanno consegnato al presidente di Gioventù Nazionale Fabio Roscani, capolista al proporzionale Camera in Abruzzo per FdI, e a Paola Frassinetti, vice presidente della Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera e responsabile nazionale del Dipartimento istruzione e università di FdI. Per il Consiglio nazionale degli studenti universitari c’erano Domenico Carbone, Rosario Losiggio, Giulia Sciortino e Mario Russo.
«È ora», ha detto D’Ambrosio, «di ridare un futuro ai giovani e all'università. Non è possibile che in Italia le borse di studio vengano erogate a macchia di leopardo, così come non è possibile che le attività di tirocinio non vengano rimborsate».
«Rilanciare l'Università», ha sottolineato Roscani, «deve essere una priorità. Raccogliamo con grande attenzione le 12 proposte. Abbiamo un dato drammatico che riguarda le giovani generazioni. Negli ultimi cinque anni, 250 mila under 35 hanno abbandonato l’Italia perché non vedono più nella terra in cui sono nati e cresciuti, la possibilità di costruirsi un futuro. Per combattere questo fenomeno, c'è bisogno di una sistema di formazione che consenta ai nostri ragazzi di poter competere di più con i loro colleghi del resto d'Europa e del resto del mondo. E questo si può fare cercando di anticipare l’età del conseguimento del titolo di studio, senza però perdere l’alto livello di formazione che la scuola e le università italiane danno. Tutti i dati ci dicono che i ragazzi italiani sono i più preparati d’Europa. Nonostante questo però», ha evidenziato ancora Roscani, «non riescono ad essere competitivi nel mondo del lavoro e questo perché ci entrano troppo tardi. Quindi, bisogna rivedere anche il sistema del 3+2. È importante ripensare, inoltre, una riforma del diritto allo studio. E poi occorre uno stop alle differenze fra regioni. È evidente il disequilibrio che c'è fra i sistemi di formazione. Tutto questo», ha proseguito Roscani, «succede in una nazione che sta vivendo un paradosso. Da una parte abbiamo centinaia di migliaia di giovani che frequentano tirocini non retribuiti, e dall'altra altrettanti ragazzi che vengono pagati dallo Stato con il reddito di cittadinanza per stare a casa».
L’onorevole Frassinetti, da parte sua, ha fatto presente che molte delle proposte di Azione universitaria coincidono con quelle del programma di FdI. «Noi pensiamo che nella scuola così come nell'università sia importante partire tutti dalla stessa base. Non deve essere il portafoglio a fare la differenza, ma la meritocrazia. Per questo ci vogliono le borse di studio. Bisogna, inoltre, far sì che i giovani possano entrare nel mondo del lavoro negli stessi tempi dei loro coetanei del resto d'Europa senza trascurare la preparazione. Serve quindi riformare la didattica. Per risollevare veramente l’Italia, bisogna risollevare l’università, semplificando la strada che i ragazzi devono percorrere con risorse e senza tagli».
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