«Mesi complicati, fine dell’incubo»

Lo sfogo di una farmacista sospesa: senza stipendio, pesante anche socialmente
PESCARA. Fra gli operatori sanitari sospesi che da oggi potranno riprendere servizio c'è anche una farmacista di Pescara. «Per me», racconta, «sono stati dei mesi molto complicati. Sono rimasta a casa senza stipendio e contributi. Ora spero soltanto di poter tornare a fare quello che facevo prima in serenità».
Spiega di non essere una no vax. «Non lo sono. I miei due figli piccoli hanno fatto tutte le vaccinazioni. Io ho dei forti dubbi soltanto sul vaccino anti Covid, e in particolare sul Pfizer, che è quello destinato sin dall’inizio ai sanitari. Ho preso la decisione di non vaccinarmi», sottolinea, «in scienza e coscienza. L’ho fatto sulla base dei miei studi. Io mi sono laureata in Chimica e tecnologia farmaceutiche, facendo una tesi proprio sull’Rna messaggero. Quindi, studiandolo in maniera approfondita, ho preferito non farlo. Per diverso tempo, il titolare della farmacia in cui lavoro ha cercato di convincermi. Poi è arrivata ad agosto 2021 la decisione di sospendermi, a cui ho fatto ricorso, e poi a gennaio 2022 quella dell’Ordine. È stata una situazione pesante. Sono stati», prosegue, «mesi difficili anche a livello sociale. Essendo una farmacista che lavora in una zona centrale, tutti sapevano, e tutti, quando mi incontravano, mi facevano domande. Adesso sono contenta perché si sta vedendo la situazione in maniera diversa, la scienza è chiara. Sino a poco tempo fa, noi non vaccinati venivamo considerati come untori. C’è da dire che il Covid sono riuscita a non prenderlo. È stato tutto molto brutto, sotto tanti punti di vista. Dopo il mio ricorso, sarei potuta tornare in servizio in ruolo diverso, ma non è stato così. Ora spero di tornare a lavorare in serenità».(a.d.f.)

