Messaggi e candele ricordano Fabrizia

28 Dicembre 2016

L’omaggio di Sulmona alla giovane uccisa nell’attentato E spunta anche una scritta in arabo: «Dormi in pace»

di Roberto Raschiatore

e Federica Pantano

SULMONA

Fabrizia Di Lorenzo. ha un luogo del ricordo nella sua Sulmona. Si trova in piazza Tresca, all’ingresso del Corso, davanti al monumento che commemora i caduti di tutte le guerre. È qui che la città le sta rendendo omaggio: amici, ma anche tanti che non l’hanno mai conosciuta. Perché anche Fabrizia, a 31 anni, è caduta in un’altra guerra, quella del fanatismo religioso. Il vescovo della diocesi Sulmona-Valva, Angelo Spina, l’ha definita «una martire del nostro tempo». Così davanti al monumento, dal giorno della fiaccolata, vengono lasciati lumini e candele. Oltre a messaggini. Ne è spuntato anche uno in arabo, con la traduzione in italiano: “Dormi in pace”. Probabilmente il tributo di qualche persona di religione islamica che ci tiene a far capire che Islam non significa terrorismo o violenza. Un messaggio che la città ha chiaro fin dal primo giorno, visto che non si sono registrati episodi di intolleranza o reazioni scomposte dopo quanto accaduto a Berlino. A eccezione di qualche post particolarmente colorito sui social network, i sulmonesi hanno rispettato in pieno la richiesta di lasciare la famiglia nel suo dolore e nella riservatezza in questa fase tanto traumatica. Ma in piazza Tresca il pellegrinaggio è costante, a testimonianza dell’amore nei confronti di questa famiglia colpita negli affetti più cari. C’è chi ha lasciato dei piccoli mazzi di fiori, alcuni hanno deposto delle margherite fatte di confetti. Sul monumento campeggia anche uno striscione degli Ultras del calcio sulmonese. “Lacrime e silenzio. Ciao Fabrizia”, hanno scritto in nero e rosso, su una stoffa bianca, i tifosi sulmonesi.

E a 1.570 chilometri di distanza c’è un altro pellegrinaggio. La strada dell’attentato terroristico del 19 dicembre scorso, dove un Tir si è lanciato contro il mercatino a Breitscheidplatz, in pieno centro a Berlino, è diventata ugualmente un luogo del ricordo. Anche qui tanti messaggi e fiori. Alcuni deposti dai colleghi della giovane sulmonese, impiegata alla 4Flow, società di consulenza trasporti e logistica che conta 350 dipendenti. “Fabrizia ci manchi” hanno scritto alcune colleghe. Lei che era una cittadina del mondo e che aveva trovato un impiego in Germania, collaborando nel 2014 anche con Berlino Magazine, il sito online in italiano di cultura e attualità.

Alcuni colleghi di Fabrizia si sono ritrovati davanti alla piazza del mercatino dell’attentato per cantare We are the world e altre canzoni a commemorazione delle dodici vittime. A organizzare il tutto, con testi stampati distribuiti anche ai passanti, è stato il coro Everybody Can Sing, diretto dalla cantante Jocelyn B. Smith. Sul retro delle stampe, sia in inglese che in tedesco, la scritta “Berlino rimane unita” e “Non ci divideremo”.

Stesse frasi ascoltate a Sulmona nel giorno dei funerali di Fabrizia e nelle ore successive.Ieri il consiglio regionale d’Abruzzo ha voluto ricordare la sulmonese uccisa con un minuto di silenzio.

«Questa volta il dolore ci ha colpito direttamente perché una delle vittime è una giovane della nostra terra che aveva trovato una opportunità in una città europea», le parole del presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, «Fabrizia, giovane abruzzese, aveva considerato l’Europa casa propria, anche se avrebbe desiderato restare nella sua terra. Questa vicenda ha riacceso un grande dibattito riguardo le priorità che investono il nostro Paese ma anche la nostra Regione sul tema della disoccupazione giovanile. Molto si sta facendo in questa direzione, ma noi istituzioni dobbiamo fare molto di più. Il tema lavoro e del lavoro stabile e sicuro, nella nostra Regione, deve continuare ad avere la priorità nella nostra agenda politica».

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