Messaggi in codice e urne camuffate per beffare il divieto di votare

2 Ottobre 2017

Avevano promesso che il referendum si sarebbe celebrato, nonostante il veto del governo spagnolo e le disposizioni della procura di chiudere i seggi e sequestrare ilmateriale elettorale. Gli...

Avevano promesso che il referendum si sarebbe celebrato, nonostante il veto del governo spagnolo e le disposizioni della procura di chiudere i seggi e sequestrare il
materiale elettorale. Gli indipendentisti catalani non si sono lasciati scoraggiare, adottando diverse misure, molte anche artigianali, per aggirare i controlli e potersi esprimere
sull'indipendenza della Catalogna. Messaggi in codice, schede telefoniche prepagate, urne camuffate e auto anonime sono stati alcuni dei mezzi usati. Se uno non funzionava, si passava al successivo. «Ho il tupperware, dove andiamo?», era uno dei messaggi a chi aveva la responsabilità di custodire le urne elettorali fino alla mattina di ieri. Poi la consegna, sempre in luoghi chiusi e tramite attivisti. Anche le schede elettorali venivano annunciate con un messaggio: «Sono il viaggiatore di carta», erano le parole d'ordine per ricevere plichi mimetizzati in buste di plastica. Urne e schede hanno poi viaggiato su auto private, del tutto anonime. Sui social
sono apparsi molti video che mostravano l'arrivo del
materiale nei seggi: le urne
chiuse in sacchi della spazzatura e passate di mano in mano da una catena umana tra l'esultanza dei presenti che gridavano «Voteremo!».