Messaggi in codice e urne camuffate per beffare il divieto di votare

Avevano promesso che il referendum si sarebbe celebrato, nonostante il veto del governo spagnolo e le disposizioni della procura di chiudere i seggi e sequestrare ilmateriale elettorale. Gli...
Avevano promesso che il referendum si sarebbe celebrato, nonostante il veto del governo spagnolo e le disposizioni della procura di chiudere i seggi e sequestrare il
materiale elettorale. Gli indipendentisti catalani non si sono lasciati scoraggiare, adottando diverse misure, molte anche artigianali, per aggirare i controlli e potersi esprimere
sull'indipendenza della Catalogna. Messaggi in codice, schede telefoniche prepagate, urne camuffate e auto anonime sono stati alcuni dei mezzi usati. Se uno non funzionava, si passava al successivo. «Ho il tupperware, dove andiamo?», era uno dei messaggi a chi aveva la responsabilità di custodire le urne elettorali fino alla mattina di ieri. Poi la consegna, sempre in luoghi chiusi e tramite attivisti. Anche le schede elettorali venivano annunciate con un messaggio: «Sono il viaggiatore di carta», erano le parole d'ordine per ricevere plichi mimetizzati in buste di plastica. Urne e schede hanno poi viaggiato su auto private, del tutto anonime. Sui social
sono apparsi molti video che mostravano l'arrivo del
materiale nei seggi: le urne
chiuse in sacchi della spazzatura e passate di mano in mano da una catena umana tra l'esultanza dei presenti che gridavano «Voteremo!».
materiale elettorale. Gli indipendentisti catalani non si sono lasciati scoraggiare, adottando diverse misure, molte anche artigianali, per aggirare i controlli e potersi esprimere
sull'indipendenza della Catalogna. Messaggi in codice, schede telefoniche prepagate, urne camuffate e auto anonime sono stati alcuni dei mezzi usati. Se uno non funzionava, si passava al successivo. «Ho il tupperware, dove andiamo?», era uno dei messaggi a chi aveva la responsabilità di custodire le urne elettorali fino alla mattina di ieri. Poi la consegna, sempre in luoghi chiusi e tramite attivisti. Anche le schede elettorali venivano annunciate con un messaggio: «Sono il viaggiatore di carta», erano le parole d'ordine per ricevere plichi mimetizzati in buste di plastica. Urne e schede hanno poi viaggiato su auto private, del tutto anonime. Sui social
sono apparsi molti video che mostravano l'arrivo del
materiale nei seggi: le urne
chiuse in sacchi della spazzatura e passate di mano in mano da una catena umana tra l'esultanza dei presenti che gridavano «Voteremo!».

