Messe, chioschi e lezioni per gli studenti: la nuova vita dei parchi cittadini

21 Gennaio 2021

Il Consiglio approva le modifiche al regolamento degli spazi pubblici Gestione ai privati per 20 anni. Critiche dalla sinistra: «Non sono club» 

PESCARA. Lezioni e progetti didattici delle scuole, ma anche messe, attività parrocchiali o sessioni sportive nelle aree verdi. Cambiano le modalità di gestione dei parchi cittadini e con esse si ampliano le possibilità di affidamento. Ieri mattina il Consiglio ha approvato con 16 voti a favore e 10 contrari la modifica al regolamento comunale delle aree verdi di Pescara.
La novità della delibera portata in discussione dal vicesindaco con delega al Verde pubblico, Gianni Santilli e illustrata dal presidente della commissione Ambiente Ivo Petrelli, riguarda proprio l'opportunità di assegnare la gestione dei parchi anche a scuole, enti religiosi, imprenditori privati e associazioni sportive oltre che alle onlus e alle cooperative, già inserite nel regolamento.
La modifica prevede anche la possibilità di realizzare chioschi o box dotati di servizi igienici fino a un massimo di 100 metri quadrati e non più di 32, con un affidamento della gestione della durata anche di 20 anni, «in modo da ammortizzare gli eventuali investimenti che un privato andrà a realizzarvi», spiega il presidente Petrelli. «La delibera disciplinerà da questo momento i prossimi bandi per l’affidamento all’esterno degli spazi, offrendo delle opportunità in più a chi si candida alla gestione di un parco cittadino, con l’obiettivo di rendere realmente fruibili e fruite tutte le aree verdi della città. L’iniziativa regolamentare ha una genesi chiara nella volontà di incrementare l’appeal dei parchi cittadini, affidandone a soggetti terzi la cura e la manutenzione che, innanzitutto, determinerebbe una riduzione degli oneri a carico dell’amministrazione cittadina».
AFFIDATARI Gli enti gestori avranno il compito di garantire la manutenzione ordinaria, l'apertura e la chiusura quotidiana dei cancelli, la pulizia costante, lo sfalcio e la sistemazione del verde e la cura degli arredi. Gli affidatari dovranno riservare l’uso gratuito del parco e degli eventuali impianti sportivi presenti al Comune per un massimo di due ore ogni mattina, fino a 30 giorni l’anno. «Abbiamo deciso che i parchi possono essere affidati in gestione non solo a onlus, enti no-profit, associazioni umanitarie, cooperative e ditte, ma anche a organizzazioni e associazioni sportive dilettantistiche, di promozione sociale, istituti comprensivi, enti di culto e le imprese. L’idea ci è stata suggerita dall’emergenza Covid-19 per la quale tante professioni religiose ci hanno chiesto di poter utilizzare i parchi per tenere messe e funzioni, così come le scuole e le associazioni sportive per poter svolgere attività all’aperto anziché al chiuso», dice Petrelli.
DURATA DOPPIA Si raddoppia anche la durata delle concessioni che da 10 passa fino a 20 anni. Una estensione che il Comune ha voluto introdurre per consentire agli affidatari di recuperare eventuali investimenti. Il nuovo regolamento, infatti, dà l'opportunità di costruire anche strutture leggere da 100 metri quadri, «che hanno un costo che il realizzatore deve pur avere il tempo di ammortizzare», ribadisce Petrelli, «non certo per trarne un profitto, ma almeno per non essere in perdita e recuperare le spese sostenute. Un recupero che spesso non si riesce a chiudere entro la forbice dei 10 anni: 20 anni danno una maggiore affidabilità. La durata nell'ambito di questo arco temporale verrà scelta all'atto della convenzione che il Comune stipulerà con il soggetto privato».
IL CANONE L'affidatario dovrà corrispondere un canone, stabilito in relazione all'area verde oggetto della concessione, «caso per caso a seconda dell’importanza del parco, delle sue caratteristiche, quindi se dotato di impianti sportivi o meno, della sua produttività e capacità di attrazione», chiarisce il presidente di commissione. «Abbiamo anche confermato che il concessionario che realizzerà eventuali manufatti nel periodo della concessione, sarà esonerato dal pagamento del canone fino al raggiungimento del valore di realizzazione del manufatto che, a contratto scaduto, passerà a titolo gratuito nel patrimonio comunale».
LE CRITICHE Particolarmente scettico sulle novità introdotte, specie quelle legate alla estensione della durata della concessione e all'aumento delle superfici delle strutture da poter realizzare, il consigliere di centrosinistra Mirko Frattarelli, che parla di «regolamento imbarazzante, che invece di tutelare un bene pubblico, lo svende e lo deturpa», e rischia di rendere i parchi «club privati con bar annesso. 20 anni di concessione sono una enormità, una vera e propria privatizzazione che non fa bene a nessuno. Il bene pubblico deve rimanere tale e non può diventare uno spazio dove il privato può fare quello che vuole».