Metanodotto, ora a opporsi è il Comune

7 Gennaio 2015

Popoli, l’amministrazione Galli dice no all’attraversamento in città: impianto pericoloso per le falde del fiume San Callisto

POPOLI. Non c'è a Popoli un movimento simile al No Tav, che in questo caso dovrebbe chiamarsi No Msf (Metanodotto Sulmona-Foligno), perché non sono i cittadini a opporsi alle scelte progettuali della condotta che attraverserà la zona delle Svolte, ma l'amministrazione, che a sua volta reclama di non essere stata coinvolta e parla di rischi ambientali che l'attuale tracciato presenta per gli ecosistemi cittadini.

Lo scorso 24 novembre, il ministero per lo Sviluppo Economico ha inviato ai Comuni interessati, per la relativa pubblicazione, l'avvio del procedimento per ottenere l'autorizzazione a realizzare il metanodotto Sulmona-Foligno. L'amministrazione ha espresso subito delle riserve «ritenendo» spiega il sindaco, Concezio Galli, «che se le ragioni del passaggio sull'asse appenninico sembrano essere dettate soltanto da interessi economici della società costruttrice, poiché le spese di servitù sono notevolmente più basse rispetto alla costa, i costi ambientali ed economici dell'opera, li sosterranno le comunità dell'Appennino a fronte di nessuna ricaduta economica e occupazionale per i territori interessati dal passaggio dell’impianto».

Con queste motivazioni, il 15 dicembre scorso, la giunta comunale ha adottato una delibera per esprimere «forte preoccupazione sull'aumento del carico di servitù nella città di Popoli».

«L'area in cui è localizzata l'opera» prosegue Galli «interessa il bacino imbrifero del Gran Sasso, stimato il più grande d'Europa come riserva di acque potabili. Il progetto prevede un tunnel di attraversamento di Popoli e Collepietro, a monte delle sorgenti del fiume San Callisto. L’opera metterebbe a rischio la falda acquifera sia in termini di portata sia di qualità. E se da una parte, viene considerata strategica» incalza il sindaco «per la nostra forte preoccupazione abbiamo deciso di disporci a una formale opposizione in ordine al progetto di costruzione del metanodotto Sulmona-Foligno con particolare riguardo all'attraversamento sotterraneo localizzato a monte delle sorgenti del fiume San Callisto. Considerando i numerosi vincoli cui è soggetto il nostro delicato territorio, intraprenderemo nelle sedi opportune ogni azione necessaria per cercare di ottenere la modifica del percorso del metanodotto e, in particolare, per l'eliminazione della localizzazione del tunnel citato quale soluzione tecnica di attraversamento».

I popolesi ritengono che le popolazioni locali non debbano subìre le conseguenze negative di un'opera di così grande importanza. Al contrario, devono essere coinvolte per evitare danni economici e mitigare gli impatti ambientali.

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