Mezza città senz’acqua: disagi per altri tre giorni

Oggi, venerdì e domenica niente fornitura per i 6mila residenti di San Franco, via Adriatica centro e sud, via Antinori e le contrade Quercetti e Setteventi
FRANCAVILLA AL MARE. Finisce l'estate ma non finiscono i problemi sulla rete idrica di Francavilla, che da inizio luglio in avanti ha fatto registrare una lunga serie di disagi per i tanti cittadini rimasti spesso e volentieri con i rubinetti secchi. Con la conclusione di agosto in molti pensavano di poter tornare alla normalità, invece ieri mattina ci ha pensato il nuovo comunicato di Aca ad annunciare il prosieguo dei disservizi almeno fino a domenica prossima.
«Aca comunica che a causa del piano di razionalizzazione idrica pianificato per i prossimi giorni, verrà sospesa la fornitura di acqua potabile dalle 22 alle 6 del mattino nelle serate del 2, 4 e 6 settembre», ha scritto sui social il sindaco di Francavilla Antonio Luciani per comunicare la notizia alla cittadinanza. In pratica, nella giornata odierna, ma anche venerdì e domenica, nelle zone di San Franco, via Adriatica Centro e Sud, via Antinori con le relative traverse, contrada Quercetti e contrada Setteventi, nella fascia oraria indicata non ci sarà l'erogazione di acqua potabile per circa 6mila persone. Inoltre, sempre in base a quanto fatto sapere dalla società acquedottistica, ulteriori disagi potrebbero verificarsi lungo la Nazionale Adriatica Nord a causa del possibile calo di pressione. In pratica una buona fetta di città, che comprende tutto il paese alto, gran parte della Nazionale Adriatica e alcune contrade saranno interessate dai nuovi disagi, che hanno scatenato la rabbia dei residenti.
«Non è normale. A questo punto anche noi utenti vogliamo permetterci di pianificare dei giorni in cui non pagare per un piano di razionalizzazione della spesa», scrive ironicamente una cittadina, commentando la notizia data dal sindaco. Ironia a parte, la situazione continua a rimanere piuttosto preoccupante. A fine luglio il sindaco Luciani aveva criticato la gestione dell’Aca, votando contro l’approvazione del bilancio, anche se per motivi non dipendenti direttamente dalla crisi idrica. In quel momento l’emergenza era già in corso, ma nessuno pensava si potesse protrarre così a lungo. A dire il vero, proprio in virtù dei problemi registrati, era stato proprio Luciani a firmare un’ordinanza per evitare gli sprechi, vietando l’utilizzo dell’acqua potabile per scopi diversi da quelli di primaria necessità. No all’irrigazione degli orti, così come no al lavaggio dei cortili e a quello delle automobili. Se poi a tutto questo ci si aggiungono anche le rotture causate dagli operai al lavoro lungo le vie cittadine, su tutte quella in piazza Mediterraneo lo scorso 10 luglio, che ha lasciato a secco mezza città, ecco che il quadro è completo.
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