Mezzi per i rifiuti inutilizzati, è polemica

Il Pd: «Otto compattatori di Ambiente sono fermi da mesi». L’azienda: «Non sono idonei, li cambiamo»
PESCARA. Otto compattatori da 48mila euro ciascuno, acquistati con apposito bando nel 2021 e da mesi fermi nel deposito di Città Sant’Angelo di Ambiente spa. È la denuncia che arriva dal consigliere regionale Pd, Antonio Blasioli insieme agli esponenti dei gruppi consiliari del Comune di Pescara, Pd, Sclocco Sindaco, Città Aperta e da Antonio Melchiorre, consigliere Pd a Città Sant'Angelo. A marzo 2021 il cda di Ambiente opta per l’acquisto di nuovi veicoli attraverso tre lotti. A finire nel mirino del centrosinistra c’è il lotto 2 che riguarda 8 autocarri con vasca con costipatori, 6 dei quali destinati a Pescara e 2 a Città Sant’Angelo, per una spesa a base d’asta di 384mila euro più iva.
«Il 30 luglio», ricostruiscono i consiglieri, «viene effettuata l’aggiudicazione provvisoria del lotto, secondo il principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Oggi però quei mezzi sono fermi nel deposito di Città Sant’Angelo e non sono mai stati adoperati». La questione è diventata oggetto di un’interrogazione rivolta al sindaco Carlo Masci per capire il perché della mancata entrata in funzione dei mezzi, se sono stati sottoposti a collaudo e se vi sono eventuali estremi per la risoluzione del contratto. Per Blasioli la vicenda è «emblematica della confusione che regna all’interno di Ambiente. L’attuale gestione si sta caratterizzando per litigiosità e mancanza di soluzioni, come confermano i dissidi interni al cda su scelte importanti come quella relativa al biodigestore».
A rispondere è la consigliera delegata alla comunicazione di Ambiente spa, Valeria Toppetti. I mezzi secondo quanto ricostruito sarebbero arrivati al deposito a febbraio scorso, a causa di «ritardi inerenti gli approvvigionamenti dei telai dalle case madri dovuti alle emergenze post pandemiche e alla grave situazione bellica». I successivi collaudi avrebbero messo in luce la «non conformità sui mezzi stessi, difformità che hanno reso impossibile l'accettazione tout court degli stessi nello stato attuale». Ambiente ha fatto partire la procedura per un accordo transattivo in modo da accettare i mezzi «nell'interesse dei lavoratori e del migliore servizio per la città», con l’obiettivo di richiedere «l'eliminazione o, nel caso in cui non fosse possibile, la forte mitigazione delle non conformità dei mezzi consegnati, con spese a carico del fornitore e penali dovute ai ritardi di consegna».
Immediata la controreplica di Blasioli e del consigliere Pd a Pescara, Francesco Pagnanelli, che chiedono risposte dal sindaco e dal presidente del cda di Ambiente, Massimo Galasso. «La transazione rischia di generare costi doppi per l’azienda (e quindi per i cittadini) che potrebbe trovarsi davanti a ricorsi giudiziari da parte delle altre due ditte che parteciparono al bando che vedrebbero ampiamente lese le condizioni di partenza, e in caso di sconfitta dover pagare anche i danni alle ditte escluse». (m.pa.)

