Mezzi troppo vecchi E i passeggeri protestano

PESCARA. Il grido di dolore degli utenti del trasporto pubblico locale si leva quasi ogni giorno dagli autobus che battono la fitta rete stradale abruzzese. Trentaseimilioni di chilometri quelli...
PESCARA. Il grido di dolore degli utenti del trasporto pubblico locale si leva quasi ogni giorno dagli autobus che battono la fitta rete stradale abruzzese. Trentaseimilioni di chilometri quelli percorsi ogni anno dalla sola Tua, la società che detiene l’80 per cento del servizio. Le segnalazioni non sono molte rispetto al grande lavoro svolto sulle strade,ma gli utenti si aspettano puntualità, efficienza e decoro, non sempre possibile con mezzi che mediamente, secondo l’Aci, hanno mediamente un’età di 12 anni e due mesi.
Quando dunque puntualità ed efficienza non si trovano, la protesta scatta automatica. È per questo che l’ipotesi di una ulteriore riduzione del servizio per carenza di fondi (vedi servizio in alto) non può che allarmare chi si serve del bus come mezzo principale per raggiungere il lavoro o la scuola. Le ultime proteste hanno riguardato i pendolari della linea L’Aquila-Carsoli. Si tratta in gran parte di insegnanti che tutte le mattine vanno a scuola e tornano nel primissimo pomeriggio. Lunga la liste delle lamentele: «Spesso, anche in pieno inverno, siamo senza riscaldamento e magari con le bocchette dell'aria aperte», spiegano i pendolari. «I mezzi, con grande facilità, si fermano oppure hanno dei guasti. Si tratta infatti di autobus ormai datati che anche all'interno sono ridotti in condizioni disastrose». Le corse, inoltre, sono pochissime e, nonostante le pressanti richieste, non ne è mai stato aumentato il numero, a differenza del prezzo di biglietti e abbonamenti che ogni anno lievita. «I problemi c'erano già quando il servizio era gestito dall'Arpa, problemi che non si sono risolti col passaggio a Tua».
Stessi discorsi da Sulmona per la gestione del servizio comunale (non affidato alla Tua). Corse extraurbane e cittadine che saltano, ritardi sugli orari delle fermate e bus in avaria sia sulle strade cittadine che su quelle autostradali. Episodi ricorrenti, tanto che alcuni cittadini si stanno organizzando per valutare una denuncia di interruzione di pubblico servizio. Nei giorni scorsi ben quattro autobus si sono rotti contemporaneamente mandando in tilt tutto il sistema. Gli autisti non hanno potuto fare altro che constatare che il solito miracolo dell'ultimo minuto sul motore non sarebbe bastato a far ripartire i mezzi obsoleti e malandati. Così sono dovuti rimanere in sede in attesa di contromisure. Ai casi di disservizi urbani vanno aggiunti quelli che riguardano i mezzi che viaggiano in autostrada diretti alla capitale. Segnalate almeno tre rotture in pochi mesi. «Eppure i biglietti continuano ad aumentare», protestano i cittadini, «di pari passo col pedaggio autostradale. A questi continui rincari non possono corrispondere disservizi ormai consueti e una qualità così bassa». La protesta scatta a volte anche per disservizi programmati, ma evidentemente mal comunicati. Come la chiusura per qualche ora a Pescara della biglietteria del terminal bus, che subito a scatenato la protesta dei passeggeri. Un problema legato alla necessità di riorganizzare il locale per ospitare gli sportelli di biglietteria delle società di trasporti, uno sportello di Pescara Parcheggi e un posto fisso di Polizia Municipale. Dopo poche ore il caso comunque era risolto. A volte poi all’inadeguatezza dei bus si aggiungono anche le condizioni delle strade. Curiosa la polemica scoppiata a Celano nei giorni scorsi per la rottura delle sospensioni di un autobus Tua al passaggio di un dosso tra Celano e la frazione avezzanese di Paterno. I rallentatori non sono più conformi alle norme attuali e giudicati dallo stesso ministero dei Trasporti «pericolosi» e dunque «da rimuovere».

