«Mi ha morso un orso. Forse me la scampo». Ma per il Parco, ferite incompatibili

Un audio con le parole che potevano essere le ultime dette alla moglie. È la testimonianza, arrivata nei giorni scorsi sui siti di informazione, di Antonio Rabbia, l’ingegnere 33enne di Ausonia...
Un audio con le parole che potevano essere le ultime dette alla moglie. È la testimonianza, arrivata nei giorni scorsi sui siti di informazione, di Antonio Rabbia, l’ingegnere 33enne di Ausonia (Frosinone) che nel dicembre 2022 aveva raccontato di essere stato aggredito da un orsa mentre passeggiava nella zona di San Donato Val Comino con il suo cane. «Antonè, aiuto! Mi ha morso un orso. Forse me la scampo… Se no, ti amo! Dà un bacio a Mario. Amo tanto a tutti… Sto a scappà». Poche parole, dette con il fiatone, per una storia per fortuna a lieto fine: l'uomo si è salvato dopo essere caduto insieme all’orsa in un dirupo, fermato da un tronco d'albero mentre l'animale rotolava più a valle. A un nuovo attacco, Antonio ha scagliato una pietra, convincendo il plantigrado a rallentare la sua corsa, e poi è fuggito. Dopo la tragica morte di Andrea Papi, l’ingegnere è tornato sulla sua esperienza: «Apprendere quanto accaduto a Papi ha aggravato la mia ferita psicologica, in quanto posso immaginare la paura e il terrore provati da quel povero ragazzo». «Quell'orso non avrebbe dovuto essere dove stavo passeggiando, e dove ogni giorno passeggiano tante persone», ha detto. Rabbia aveva dato mandato all’avvocato Giuseppe Spaziani, legale che in passato si è occupato di vicende simili, per chiedere i danni al Parco nazionale per l’accaduto. Ma il personale del Parco continua a dubitare della veridicità del racconto, che sarebbe risultato alquanto contraddittorio, restando sulla posizione presa a dicembre dopo la denuncia. Le ferite, secondo il Pnalm, sarebbero compatibili con una semplice caduta. «Le ricostruzioni fatte da noi», ha dichiarato al Tg3 Abruzzo una responsabile del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, «indicano che probabilmente c’è stato un incontro o un falso attacco da parte dell’orsa, ma probabilmente questa persona, spaventata, è scappata ed è caduta, riportando ferite che non sono compatibili con un’aggressione da parte di un orso».

